I tre gol all’Olimpico rifilati alla ben già quotata Roma, hanno messo in evidenza definitivamente le ambizioni del Bologna. La squadra di Mihajlovic, che aveva iniziato la stagione con non poche difficoltà, momenti bui dettati soprattutto dopo l’avanzamento della malattia di Sinisa che ha tenuto in apprensione famiglia, giocatori, club e città, oggi è in piena zona Europa. Un risultato raggiunto con il grande lavoro dello staff tecnico, quasi tutto interamente campano, che lo sta accompagnando in questa ennesima ed esaltante avventura. Un gioco fluido che vede nell’imprevedibilità dell’attacco e nella solidità della linea difensiva, la sua arma migliore. Vediamo dunque come ha coltivato questo successo il Bologna che in questo momento è una delle ‘piccole’ più temute, al pari del Verona, nel nostro campionato. Da sottolineare la rinascita di un ‘vecchietto’ come Palacio che non smette di stupire.

I numeri della stagione esaltante del Bologna

Una rosa che vale 130 milioni di euro e un’età media della rosa da 26,6 anni. Sono questi i primi dati del Bologna che certificano, anche nei numeri, come questa sia una squadra costruita meticolosamente inserendo calciatori d’esperienza che hanno il compito di crescere, calcisticamente, i tanti giovani su cui la società a puntato in estate. La squadra di Mihajlovic, che basa la sua filosofia di gioco sul rodato 4-2-3-1, ha finora messo a segno ben 33 punti, al settimo posto, ad una sola lunghezza dal Verona che al momento sarebbe qualificato in Europa League. Dal 1 dicembre 2019, gara esterna sul campo del Napoli, vinta 2-1 dai rossoblù, gli emiliani hanno raccolto il maggior numero di punti fino ad oggi. Ben 20 punti in 10 partite. Assolutamente incredibile per una squadra partita a fari spenti. Sono state addirittura 6 le vittorie (contro Napoli, Atalanta, Lecce, Spal, Brescia e Roma), 2 i pareggi contro Fiorentina e Verona e sole 2 sconfitte in casa contro il Milan e col Torino. Per una classifica che sorride fortemente alla squadra del tecnico serbo.

La solidità difensiva e l’imprevedibilità dell’attacco a fare la differenza

Ma qual è la forza di questa squadra? Abbiamo preso in esame le ultime due gare del Bologna che viene da una serie di quattro risultati utili consecutivi. E’ emerso dunque come la solidità della linea difensiva sia alla base del gioco della squadra rossoblù, al pari dell’imprevedibilità dell’attacco. E basandoci dunque sul primo criterio, ecco come, nella gara contro il Brescia, la linea della retroguardia felsinea fosse perfettamente allineata e attenta alle marcature in fase di attacco avversario. In questo screen si nota infatti come Orsolini (cerchiato in rosso) vada a rinculare per aumentare ulteriormente il numero di uomini in fase difensiva scalando sull’esterno della Roma che sta attaccando. Con i quattro difensori stretti in un fazzoletto per evitare gli inserimenti degli esterni d’attacco giallorosso.

In fase offensiva invece, la squadra di Mihajlovic mostra un’imprevedibilità degna di nota. In questo fermo immagine infatti si può apprezzare come oltre ai tre attaccanti, a partecipare all’azione d’attacco ci sia anche un difensore come Mbaye e Poli che sopraggiunge da dietro con Palacio che in questo modo, con la marcatura dei primi due portata via, resta libero di agire indisturbato al centro dell’area aiutato anche dall’accorrente Barrow sulla sinistra che va ad aumentare il numero di giocatori in zona gol.

Dalle intuizioni di De Leo al grande lavoro di Lamberti e dello staff di Miha

E’ stato però un’estate del tutto particolare per il Bologna che ha dovuto combattere con il suo allenatore. Una leucemia che è stato vissuta da Mihajlovic come una battaglia, che il tecnico serbo ha saputo vincere come solo lui sa fare, ci ha insegnato, come un guerriero, ritornando a guidare i suoi ragazzi dalla panchina del Bologna. Ma a dargli forza, a non fargli perdere l’attenzione, nei momenti in cui era ricoverato in ospedale, sono stati i suoi fedeli collaboratori. Uno staff di professionisti con in testa Emilio De Leo, il tattico di Sinisa, campano doc, di Cava dè Tirreni, con una storia del tutto particolare da grande genio della tattica, che in poco tempo si è guadagnato la fiducia di Mihajlovic che ha deciso di mandare lui a fare tutte le interviste del caso nel post partita.

Un lavoro di team dunque, che ha portato il gruppo tecnico a stringersi attorno al proprio allenatore, al proprio condottiero, alla propria squadra. Il dietro le quinte è invece diretto da Davide Lamberti, che si occupa principalmente della parte video, dell’analisi degli avversari e report dati, poi Gabriel Raimondi che si occupa della difesa. Sono loro, insieme al resto dello staff, ad aver creato un server che contiene una cartella per ogni giocatore (difensori in questo caso) dove vengono inserite le clip degli attaccanti avversari. Lo stesso viene fatto anche per i portieri. Un lavoro minuzioso che dunque adesso sta portando il Bologna a vivere un vero e proprio sogno.