Un Mondiale Under 20 nel 2005. Una medaglia d'oro alle Olimpiadi di Pechino nel 2008. Paccottiglia nella bacheca dei trofei di Lionel Messi che ha vinto tutto a livello personale e di club (34 nel complesso con il Barcellona, è anche il miglior marcatore di sempre dei blaugrana), ha infranto record e tenuto testa all'altro ‘marziano' della sua epoca (CR7), ha messo in fila Palloni d'Oro ma non è mai riuscito finora a trascinare la Seleccion al successo iridato né nelle più recenti edizioni della Copa America. La Pulce ha pensato perfino di lasciare la nazionale, lo fece in una conferenza stampa a margine della sconfitta con il Cile ai calci di rigore e dopo un errore dal dischetto che pesò come un macigno sulla coscienza.

  • Lui, grande campione, oscurato dall'ombra dell'ex Pibe de Oro, autentico trascinatore in grado di regalare emozioni uniche e partite leggendarie all'Albiceleste. El ‘diez' di ieri e quello di oggi che la Coppa ha solo potuto vederla da lontano, nelle mani della Germania che vinse la finale di Brasile 2014. Finora non gli sono bastate 68 reti in 136 presenze (in media, 1 gol ogni 180 minuti) per consegnare alla storia il ricordo di Maradona e scrivere il suo nome accanto a quello di Diego.

"Questo è quello che Dio mi ha dato ed è già abbastanza", ha ammesso il campione sudamericano nell'intervista all'emittente Tyc Sports. Il non aver conquistato titoli importanti con la Seleccion non alimenta rimpianti nell'uomo né nel calciatore. Per adesso è l'unica ‘macchia' che c'è sulla sua carriera: non essere riuscito a compattare una squadra che vanta talenti e giocatori molto forti (come Di Maria, Aguero) ma si perde sempre sul più bello. È stato così in Brasile, il copione s'è ripetuto in Russia con l'aggravante di una qualificazione agli ottavi strappata per i capelli e di un'uscita anticipata dalla competizione.

Quale calciatore non vorrebbe essere campione del mondo? Per diventarlo però nulla cambierei della mia carriera. Questo è quello che mi è toccato, quello che Dio mi ha dato. Credo che sia abbastanza.

Messi sa che non gli rimane più molto altro tempo ancora per conquistare ciò che gli è sempre sfuggito. Sa che per essere il più grande di sempre gli manca la vittoria più bella di tutte, il coronamento di una carriera straordinaria. "La mia carriera è stata molto più grande di quanto avrei mai potuto immaginare da ragazzino". A 32 anni, però, può ancora sognare.