La riunione in Lega Calcio tra i rappresentanti delle istituzioni calcistiche italiane, Lega Calcio, AIA e società di Serie A ha fatto il punto sulla VAR e sull'utilizzo della tecnologia in campo. Oramai la moviola è una realtà ma deve essere sviluppata ancora per poter raggiungere il massimo del proprio apporto e limare ulteriormente i margini di errore (ancora presenti). Non si arriverà alla perfezione ma si dovrà lavorare verso questa meta.

I numeri, intanto, sono confortanti perché dimostrano che la tecnologia, al secondo anno in Italia ed entrata anche a livello internazionale, tra fase finale di Champions League e Mondiali in Russia, sta dando buoni frutti e ha avuto un impatto più che positivo sull'andamento delle partite. Certo, non mancano le polemiche, lo stesso Rizzoli ha ammesso che si deve migliorare e crescere e "serve una sempre maggiore professionalità" da parte di tutti, mentre i dirigenti hanno auspicato anche una "maggior chiarezza nell'applicazione delle regole" (Marotta) soprattutto per i falli di mano.

Utilizzo VAR: 1 intervento ogni 2 gare e mezzo

Le statistiche dicono che la moviola è stata utilizzata di più rispetto all'anno scorso: su 313 match in cui è stata utilizzata la Var (299 di Serie A e 14 di Coppa Italia) sono stati effettuati 1.984 controlli mentre un anno prima i silent check furono in media 5,1 a partita. Gli interventi del Var sono stati 121, uno ogni due gare e mezzo. Anche in questo caso, un incremento rispetto allo scorso anno quando furono uno ogni tre gare. 89 di questi hanno operato delle correzioni e 32 hanno confermato quelle dell'arbitro.

Meno errori, più ammonizioni

Non tutto è ovviamente positivo perché si è parlato anche degli errori commessi dagli arbitri che non sono stati riconosciuti nonostante il Var. Sono stati 18, lo 0,91% del totale, contro l'1,02% dello scorso anno, in netto miglioramento. Peggiora invece la situazione relativa alle ammonizioni, aumentate del 19,2% e tornate ai valori di due anni fa. Il 20% delle ammonizioni sono dovute a proteste.