Cosa avrebbe fatto Matthijs de Ligt se non fosse diventato un giocatore? Il manager, l'agente dei calciatori. "E avrei cercato di battere Mino Raiola", dice nell'intervista a France Football scherzando sull'abilità del suo procuratore. L'uomo che lo ha portato alla Juventus per 90 milioni e gli assicurato per i prossimi 6 anni uno stipendio di 12 milioni netti. L'ex difensore dell'Ajax stringe tra le mani il Trofeo Kopa, il premio che ha ricevuto quale miglior giovane della scorsa stagione. È sbocciato assieme ai ‘lancieri' nell'ultima edizione della Champions arrivando a un passo dalla gloria e dalla finale.

I bianconeri lo hanno inseguito a lungo nell'estate scorsa, facendo del suo ingaggio il fiore all'occhiello della campagna acquisti, l'ennesimo colpo piazzato dopo CR7. Finora, però, il rendimento non è stato in linea con le aspettative e la difficoltà di ambientamento nel calcio italiano s'è rivelato uno scotto molto duro da pagare a giudicare dalle prestazioni e dalle polemiche che spesso hanno accompagnato ingenuità commesse in area (con braccia troppo larghe). A Torino hanno alzato una cortina protettiva rispetto al fuoco di fila delle critiche: "Ha bisogno di tempo", fa notare Sarri che dal ‘tulipano d'oro' (considerato il valore) attendeva risposte diverse.

Ero ossessionato dall'idea di diventare un calciatore – ha aggiunto de Ligt -. I miei genitori mi dissero che non mi avrebbero ostacolato a patto però che prima terminassi gli studi. Cosa che ho fatto. Dicono che sarei diventato sicuramente un uomo d'affari.

Rewind azionato. Il servizio della storica rivista internazionale di calcio sposta indietro le lancette dell'orologio e lo riporta all'anno scorso. Dall'album dei ricordi de Ligt pesca l'ultima esperienza all'Ajax, una stagione esaltante in patria e in Europa per se stesso e a livello di squadra

La ricorderò nella sua interezza – ha concluso il difensore della Juventus -. Abbiamo vinto il campionato e la Coppa d'Olanda, siamo andati molto vicini alla finale di Champions League.