Un vecchio adagio recita: gli assenti hanno sempre ragione. Nel caso di Mauro Icardi appare difficile annuire dinanzi all'attaccante che aveva tutto – compresa la fascia di capitano – ma tutto ha sprecato in pochi mesi di bufera assoluta tra post social, attacchi tv della consorte/agente, prese di posizione nello spogliatoio, rifiuto di scendere in campo. Si può rimpiangere un calciatore che ha rappresentato più un problema che una risorsa? E soprattutto, ci fosse stato lui, come sarebbe andata a finire contro quella Juventus alla quale spesso ha fatto gol? L'ex presidente, Massimo Moratti, lascia filtrare il dubbio e una vocina che ronza in testa ai tifosi nerazzurri.

Con Icardi non so cosa sia successo, non voglio giudicare – dice a Radio Anch'io Sport -. Dal punto di vista calcistico forse sarebbe stato molto utile.

Ecco è quel ‘ci sarebbe stato molto utile' che fa la differenza nella valutazione complessiva della prestazione dell'Inter. L'ex massimo dirigente elogia carattere, modo di stare in campo, gioco palesato al cospetto di un avversario molto forte ma non può fare a meno di chiedersi cosa sarebbe successo se in area di rigore ci fosse stato un 9 delle qualità di Maurito, uno che – per usare le parole di Giorgio Chiellini – ‘ti disintegra mentalmente' e ti fa anche gol quando meno te l'aspetti… Al netto di tutto, la perplessità resta ed è alimentata dalla consapevolezza che una grande squadra i migliori calciatori non li lascia andare, li recupera e li tiene con sé (vedi Higuain e Dybala, oggi decisivi).

Inter-Juve? E' stato un primo tempo bellissimo, emozionante e l'Inter ha giocato anche molto bene. Il secondo tempo è stato un pochettino più noioso e l'Inter è calata un po' – ha aggiunto Moratti, commentando il match giocato domenica sera -. Lo Scudetto? Le squadre devono avere continuità, poi speriamo la Juve possa averne di meno. l'Inter può aspirare al titolo ma l'avversario mi sembra notevolmente forte.

Juve di un'altra categoria. Le parole di Antonio Conte fotografano la realtà di una squadra che a San Siro è scesa in campo con il piglio, le risorse e le qualità notevoli di una squadra che può permettersi il lusso di tenere Higuain in panchina e lanciarlo nella mischia quando serve l'accelerata decisiva, quando occorre piazzare il colpo di grazia dopo aver sfiancato l'avversario con Dybala, Cristiano Ronaldo, Bernardeschi. L'Inter? Non è quel livello ma un gradino più sotto. E con l'attuale tecnico è riuscita ad accorciare un po' il gap.

Per vincere serve avere una squadra forte, ma l'allenatore è molto importante e mi sembra che i giocatori lo seguono. Conte è un buon colpo – la riflessione finale di Moratti -. Con qualche altro acquisto giusto questa Inter può diventare fortissima per aprire un ciclo. Lukaku? Deve ancora adattarsi al gioco italiano. Barella e Sensi sono due giocatori fortissimi, vivaci e che hanno cambiato il gioco dell'Inter.

Ultima battuta dedicata alla Juventus ma questa volta nulla c'entrano la prestazione, la forza dei campioni oppure il risultato del campo. Il riferimento di Massimo Moratti è al recente ricorso (l'ennesimo) presentato dai bianconeri per l'assegnazione dello scudetto del 2006

Dopo tanti anni anche il rancore comincia a scendere, loro invece insistono… ma devono trovare proprio qualcuno che non sappia assolutamente niente così gli dà ragione.