Massimiliano Allegri ed il mistero del Faraone depresso

Idillio finito? – Può il Milan fare a meno di El Shaarawy? Fino a qualche settimana fa, anche porsi un dubbio del genere era da fuori di testa. Oggi come oggi, invece, il dubbio pare essere autorizzato. La risposta alla domanda iniziale, è arrivata domenica sera, nel posticipo contro l'undici di Mazzarri: secondo la logica dell'allenatore si può fare a meno del Faraone. Una risposta in controtendenza a quella del popolo rossonero. Il giocatore che ha trascinato (letteralmente) fuori dall'anonimato la truppa milanista, che si è caricato la squadra sulle spalle a suon di gol e giocate spettacolari, colui che ha dato il via alla "new generations" rossonera (e "prandelliana")…è, secondo il tecnico che lo ha svezzato, non indispensabile. Ergo: se ne può fare tranquillamente a meno. Contro il Napoli, nella partita dove il Milan si giocava una buona parte di stagione, Massimiliano Allegri ha stupito tutti: E Shaa in panchina e dentro il "redivivo" Robinho, insieme a Pazzini e Boateng. Una scelta poco chiara e, certamente, infelice quella del tecnico che, nel corso della gara, ha voluto poi ribadire il concetto inserendo Niang al posto del "Boa" infortunato e generando, tra lo sconcerto di tutta San Siro rossonera, le più fantasiose ipotesi sull'esclusione eccellente. Mentre Robinho continuava a "far fumo", Pazzini a sbattere contro Britos e Cannavaro e Niang a passeggiare sulla fascia, i "rumors" in tribuna stampa andavano dalla versione "è influenzato" a quella, decisamente più "politically correct", della scelta tecnica. La verità, sta ovviamente in tasca dei diretti interessati, anche se l'opinione comune tra i giornalisti è stata (ed è) quella di una possibile rottura tra i due. Possibile che il bravo ragazzo, che ci hanno dipinto fino a pochi giorni fa, abbia completamente "sbroccato" al punto di farsi punire? Possibile che Allegri, senza Balotelli, tenga fuori l'unico giocatore offensivo di qualità nello scontro diretto contro il Napoli?
L'errore di Max – I dubbi rimangono, così come le perplessità sulle scelte del tecnico milanista. Questa squadra non può fare a meno di un campione come l'italo egiziano: lo sanno tutti, dal presidente fino al magazziniere di Milanello. Lasciare in panchina El Shaarawy, nella sfida contro il Napoli, è stato un azzardo che non ha pagato e che, anzi, è costato alla squadra in termini offensivi. Il Milan, attualmente, ha solo tre giocatori in grado di "far male" all'avversario: Balotelli, Pazzini e (appunto) l'ex attaccante del Padova. Il resto è noia, come direbbe il compianto "Califfo": Robinho gioca in pantofole, è la brutta copia di se stesso e non la butta dentro mai, Niang ha dimostrato di essere ancora acerbo per essere mostrato al palato fine di San Siro e Bojan lo stanno ancora cercando tra i boschi di Milanello dove, pare, sembra essere scomparso. Quindi, come mai rinunciare a Stephan El Shaarawy? "Chiedetelo ad Allegri" si è lasciato scappare il talentuoso attaccante, uscendo a testa bassa da San Siro. Facile dirlo, più difficile farlo. Chi ci ha provato è stato "gelato" dalla classica risposta: "L'allenatore sono io e quindi sono io che faccio le scelte". Nelle ultime ore, i pompieri di Milanello sono entrati in azione, spegnendo in un attimo l'incendio. Non c'è nessuna rottura tra i due: ha urlato forte il club di Via Turati. Tesi, a quanto pare, confermata anche dallo stesso giocatore: "Nessun problema con il mister. Ho un ottimo rapporto con lui!". Tutto bene, ciò che (in teoria) sarebbe dovuto finire bene? Apparentemente si, anche se i punti persi rimangono e quella sensazione di malessere continua a rimanere nell'aria intorno al centro sportivo rossonero.
Cresta abbassata – I malumori erano cominciati, a dire la verità, già in occasione di Milan-Palermo del mese scorso. Dopo un periodo di appannamento (senza gol), coinciso con l'arrivo di Mario Balotelli, il "Faraone" aveva mostrato segni d'insofferenza durante la sostituzione nella gara contro i siciliani. Un chiaro segno di malessere, figlio di una condizione fisica non più al top e di un momento stregato per il savonese: l'ultimo gol di El Shaa, infatti, risale alla partita contro l'Inter nel febbraio scorso. La missione dello staff milanista è, ora, quella di recuperare il giocatore per la sfida ai campioni d'Italia di domenica prossima. "El Shaarawy ha avuto un calo fisico e mentale" ha cercato di spiegare Allegri ai cronisti che gli chiedevano lo stato di salute del ragazzo. In attesa di conoscere il verdetto relativo alla squalifica di Balotelli, nel quartier generale rossonero si lavora per recuperare El Shaa sia dal punto di vista fisico (il ginocchio sinistro, ogni tanto torna a farsi sentire), che da quello psicologico (la panchina con il Napoli è un bel boccone amaro da mandar giù). C'è la Juventus all'orizzonte, e pensare di andare a Torino senza i due big d'attacco mette di malumore Galliani & co. Con Boateng in dubbio, servirà lo strapotere fisico di Balo, unito alla velocità del Faraone ed al fiuto del gol di Pazzini. Senza di loro, e con i vari Robinho, Niang e Bojan, le chance sarebbero quasi a zero…e con la Fiorentina alle spalle, il Milan non può più permettersi di lasciare punti "champions" per strada!