Non indossa più gli scarpini da calcio, ma Claudio Marchisio continua a scendere in campo per vincere altre e più importanti partite. La prima è quella per l'AIRC la Fondazione per la Ricerca sul Cancro di cui è testimonial. Una battaglia che vede l'ex centrocampista della Juve e della Nazionale in prima linea da anni, anche alla luce di una storia personale che lo ha profondamente colpito. Ai microfoni del "Corriere della Sera" infatti Marchisio ha raccontato la vicenda del suo amico d'infanzia e compagno di squadra nelle Giovanili bianconere Davide, deceduto per un tumore alle ossa.

Claudio Marchisio e la storia dell'amicizia con Davide

Claudio Marchisio e Davide condividevano il sogno di sfondare nel mondo del calcio, e vincere tutto con la maglia della Juventus. Prima l'amicizia negli anni d'infanzia, e poi la condivisione dell'esperienza nelle Giovanili bianconere per i due ragazzi che condividevano interessi e la passione per il pallone. Una storia spezzata purtroppo da una grave malattia, scoperta quasi per caso: un controllo per un ginocchio dolorante, che si pensava fosse la conseguenza di una botta, evidenziò invece un tumore alle ossa.

Marchisio racconta la malattia di Davide e il ricordo dell'amico morto per un tumore

Da allora è iniziato il calvario di Davide con Marchisio che è rimasto sempre al fianco dell'amico anche durante la malattia. In occasione delle vacanze estive del 2003 i due erano al mare assieme in Liguria: "Voleva correre con me ma non riusciva a muoversi". Poi è arrivata la chemioterapia, e la fase più dura della malattia che portò purtroppo Davide alla morte. Marchisio non lo ha mai lasciato solo, e ha continuato a ricordarlo sempre anche in campo, alzando gli occhi al cielo prima di giocare: "Lo cercavo per chiedergli aiuto".

L'ex calciatore della Juve Marchisio testimonial della ricerca per la lotta contro il cancro

Da allora Claudio Marchisio ha deciso di sostenere associazioni che aiutano ragazzi con problemi fisici. L'ex calciatore in occasione delle feste si fa visita ai bambini ricoverati nei reparti di oncologia pediatrica, portando con sé il figlio che porta lo stesso nome del suo amico, Davide. Ora l'ex Juventus è uno dei principali testimonial della ricerca contro il Cancro, con l'obiettivo di aiutare tanti ragazzi malati a vincere le loro "partite" più difficili, nel ricordo di quell'amico che con la sua sofferenza gli ha insegnato tanto.