La maglia numero 8 della Juventus è in buone mani e in futuro non esclude di intraprendere la carriera allenatore. Claudio Marchisio ha appeso da poco le scarpette al chiodo e non ha ancora deciso se e come resterà nel mondo del calcio oppure si dedicherà ad altro dopo una vita trascorsa sul rettangolo verde, con la casacca bianconera divenuta una seconda pelle. Dalle giovanili fino alla prima squadra, l'avventura del ‘principino' s'è fermata poche settimane fa con l'annuncio ufficiale del ritiro. A 33 anni la voglia è quella di sempre, gli stimoli non mancano ma se il fisico non regge più come una volta allora è arrivato il momento di mettere un punto e ricominciare.

Io allenatore? Non escludo nulla – ha ammesso Marchisio nell'intervista al tabloid inglese, Daily Mail – ma al momento non ho ancora deciso cosa farò esattamente in futuro.

La numero 8 in buone mani, quelle di Ramsey

Aaron Ramsey ha preso il suo posto nel cuore del centrocampo juventino. È stato il centrocampista Arsenal, ingaggiato nell'estate scorsa a parametro zero, a raccogliere casacca ed eredità di Marchisio. Dalla Premier League alla Serie A, il gallese è riuscito ad ambientarsi in fretta in una squadra che domina da anni in Italia e sogna la conquista della Champions.

La mia maglia numero 8 è sicuramente in buone mani. Ramsey è un calciatore fantastico e volevo che l'8 finisse a lui oppure a un giocatore cresciuto nel settore giovanile bianconero.

Mai in un'altra squadra, mai in nerazzurro

Mai in un'altra squadra in Italia che non sia la Juventus, impossibile accettare un'offerta da rivali storici. Il legame con la vecchia signora è stato sempre molto forte per Marchisio che di recente – prima di chiudere la carriera – ha smentito anche le voci di un accordo possibile con il club cinese di Suning (lo stesso proprietario dell'Inter). Non è certo la prima volta che dice no a offerte (allettanti) che arrivano dall'estero.

C'è stato un interesse da parte di Manchester United e Manchester City, in passato mi ha cercato anche il Chelsea ma la Juve è sempre stata la mia priorità e per questo non si è mai andati oltre fino ad arrivare a eventuali trattative.

Lampard e Gerrard idoli di Marchisio

A proposito dei Blues, in panchina c'è un ‘vecchio' idolo di Marchisio: Frank Lampard, bandiera a Stamford Bridge prima da calciatore e adesso da allenatore. Lui (e anche Gerrard) sono stati i modelli ai quali l'ex centrocampista della Juventus s'è ispirato.

Erano entrambi fortissimi – ha aggiunto l'ex calciatore della Juventus -. Ho ammirato il loro carisma, la loro padronanza del gioco, il coraggio e il loro attaccamento alla maglia

Pogba: Pirlo ed io capimmo che avrebbe tolto il posto in squadra a qualcuno

Ultima riflessione dedicata a un altro protagonista della Premier attuale, quel Paul Pogba che a Torino ha costituito un centrocampo dirompente e fatale assieme a Vidal Pirlo e allo stesso Marchisio.

Pirlo ed io capimmo subito quanto fosse forte Paul e che avrebbe tolto il posto in squadra a qualcuno. Il tecnico, però riuscì a farci giocare tutti insieme. E tutti, insieme a Vidal, riuscimmo a costituire un centrocampo molto forte.