Era giusto arrivare a questa decisione, non conta l'età. È importante quello che si sente dentro.

Con queste parole Claudio Marchisio ha annunciato il ritiro dal calcio giocato. Con una conferenza stampa all'Allianz Stadium l'ex centrocampista della Juventus ha reso nota la decisione di lasciare l'attività agonistica all'età di 33 anni. Il calciatore di Nichelino ha parlato del modo in cui è arrivato a questa sofferta decisione e di come non possano tenere in considerazione alcuni segnali quando fai questo tipo di lavoro:

Non basta solo il talento serve anche la dedizione e la fortuna. Io ne ho avuta tanta ad avere persone che mi hanno aiutato in questo modo. Allenatori, dirigenti e compagni. È stato un sogno che ho vissuto con tutto me stesso in ogni società. Quest'estate ho attraversato un periodo molto complicato per via della riabilitazione e dentro di me è scattato qualcosa. Cercavo di recuperare ma il corpo non reagiva più come un tempo. Sono anche arrivate offerte importanti ma sapevo di dover rispettare Claudio, quello che sono. Non potevo accettare le proposte. Finisce una parte della mia vita e ne comincia un'altra. Non mi precludo niente.

In merito al suo futuro Marchisio ha dichiarato:

Sono molto emozionato, devo ammetterlo. Non è facile: ora comincia un percorso. Voglio guardare il mio futuro con curiosità, ed è così che muoverò il mio prossimo passo. Ho condotto anche attività extracalcio, ora non mi precludo niente. Ora devo staccare, prendere del tempo per la famiglia. epensare al mio futuro. Ringrazio ancora tutti quanti, voi che mi ascoltate, voi che avete visto la mia carriera. Grazie.

Marchisio: Momenti belli? Primo gol all'Inter e quello allo Stadium

Questo ragazzo classe 1986 è stato uno dei simboli della rinascita della Juventus post-Calciopoli e durante la conferenza stampa si è soffermato sui momenti della sua carriera che ricorda con piacere, ringraziando la sua famiglia per il supporto che gli hanno dato nell'arco della sua carriera:

Ritrovandomi qui grandi emozioni, dentro il mio sogno ho vissuto tanti momenti che sono scritti al J Museum: vedo il primo Scudetto, la prima medaglia. Ho vinto insieme ai miei compagni, emozioni che mi porto per sempre. Momenti belli? Beh, il mio primo gol all'Inter (a Milano) e poi quello qui al J-Stadium, quando segnai al Parma e la Juve iniziò il suo momento vincente. Per questo sono qui: voglio ringraziare veramente tutti, in primis la mia famiglia. Da mia moglie ai miei figli, sempre vicini a me. Loro l’anno scorso hanno vissuto un’esperienza di vita completamente diversa. Io da ragazzo avevo il sogno di giocare a Torino nella mia squadra del cuore, e invece sono finito anche in Russia.

Marchisio: Nuovo Marchisio? Stanno emergendo nuovi talenti

L'ex centrocampista di Juventus, Empoli, Zenit San Pietroburgo e della Nazionale Italiana ha parlato del suo percorso, dei suoi rimpianti e se vi è la possibilità di vedere un calciatore con le sue stesse caratteristiche nell'immediato futuro:

Quando ho cominciato il mio sogno, la Juventus era in B. Per me non era la Juve in B, ma la Juventus. Volevo giocare qui, non potevo perdere quel treno. Rimpianti? Sì, la Champions mancata e la Nazionale. Il nuovo Marchisio? Il calcio italiano sta cambiando tanto, e stanno emergendo nuovi talenti. Non è questione di nuovi Marchisio o centrocampisti, ma in generale. Si sta facendo un ottimo lavoro, penso a Sensi, Barella. La Nazionale penso possa tornare a livelli di qualche anno fa. I miei figli? Sono felice che avrò più tempo per stare con loro. E penso che la cosa sia reciproca. O no" dice a loro, ridendo.

Marchisio: L'Inter di Conte? C'è la mano dell'allenatore

Non poteva mancare la domanda sul big match tra Inter e Juventus di domenica prossima, che vedrà il suo ex allenatore Antonio Conte sulla panchina dei nerazzurri:

Sarà strano vedere la Juventus contro l'Inter da spettatore? No, sono curioso. Come penso in tutta Italia. Al di là di Conte all'Inter, c'è una squadra che sta facendo grandi risultati. La Juve ora come ora deve inseguire: sarà un grande match, non vedo l'ora di vederla. Conte? Basta vedere il volto dei giocatori dell'Inter: sono quasi tutti gli stessi dello scorso anno, ma hanno cambiato atteggiamento. È questa la mano dell'allenatore. Corsa Scudetto? Da fuori mi auguro sia più avvincente. Ma è ancora troppo presto: sarà un big match importantissimo, ma non vuol dire ancora nulla. Certo, vincere, con questa attesa vincere aiuta molto per il morale.