Roberto Mancini incassa con piacere i complimenti per l'eccezionale rendimento della sua Italia, ma è consapevole che il suo gruppo ha ancora margini di miglioramento importanti. Il ct intervenuto davanti ai microfoni nella conferenza stampa di vigilia della sfida contro l'Armenia, che chiude il girone di qualificazione a Euro 2020, si è dimostrato ovviamente soddisfatto di quanto fatto alla guida della Nazionale. Le 10 vittorie consecutive con la qualificazione alla fase finale di Euro 2020 conquistata in anticipo, e il grande entusiasmo intorno al gruppo azzurro, sono i primi risultati conquistati sotto la gestione del Mancio che però guarda lontano.

Mancini e la conferenza stampa prima di Italia-Armenia

Roberto Mancini è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia di Italia-Armenia, match in programma al Barbera di Palermo, che chiude il girone di qualificazione a Euro 2020. Gli azzurri dopo aver superato il record di Pozzo, con le 10 vittorie consecutive, non vogliono fermarsi. Mancini intanto si gode i complimenti, dimostrandosi anche sorpreso per l'exploit della sua Italia: "I complimenti fanno piacere, ringrazio tutti. Mi aspettavo di qualificarmi, non le 10 vittorie (9 nel cammino verso gli Europei, più una nell'amichevole con gli Usa, ndr). L'obiettivo non era quello di vincere subito, ma riportare la gente vicino alla Nazionale: rimettere i giocatori al servizio dell’Italia. Costruire un gioco vincente perché poi i risultati sarebbero stati naturale conseguenza. E in questo i ragazzi sono stati molto bravi. Quando spiegai alla squadra il mio progetto dissi: ‘serve fare qualcosa di diverso, serve gestire la partita, serve recuperare palla alta'.. Il resto lo hanno fatto loro, con un buon feeling tecnico e una grande capacità di fare gruppo".

La Nazionale vince e convince ma per Mancini deve migliorare

Guai però ad abbassare l'attenzione, con la Nazionale che deve mantenere alta l'asticella delle ambizioni e migliorare: "Abbiamo ancora delle lacune – aggiunge -, ad esempio abbiamo difeso troppo bassi dopo il 2-0 in Bosnia e non va bene. L'Armenia? Non è importante chi abbiamo di fronte: dobbiamo giocare oramai con la nostra identità a prescindere dal valore dell’avversario. È una questione di mentalità. La squadra, comunque, mi ha sorpreso. Credevo di trovare una identità tra marzo e aprile. Invece no, hanno colto l’occasione subito".

Chiesa titolare in Italia-Armenia

Con l'Armenia ci sarà spazio per chi ha giocato meno (con Mancini che a proposito delle convocazioni per Euro 2020 ha dichiarato "Quando servirà diramare i 23 servirà andare in conclave"), ma Mancini vuole risposte importanti: "Non importa l'avversario, potevamo vincere anche con il Portogallo, la mentalità non cambia in base all'avversari". A proposito della formazione certo l'utilizzo di Federico Chiesa: "È un piacere essere qui, Palermo merita la Serie A per pubblico e città. Chiesa è uno di quelli che giocherà sicuro. Poi c'è un po' di stanchezza, qualche cambio lo faremo. Non ci giochiamo niente, ma abbiamo motivi per far bene: fare gol, difendere bene, costruire gioco"