La stangata dell'Uefa nei confronti del Manchester City rappresenta una novità assoluta nel mondo del calcio. L'esclusione dalla Champions League per le prossime due edizioni, e la multa di 30 milioni di euro, per le violazioni in materia di Fair Play Finanziario per la prima volta colpiscono uno dei club più prestigiosi del panorama internazionale. Un precedente risale alla scorsa estate e vede protagonista il Milan, escluso dalle Coppe Europee, anche se il caso dei rossoneri è molto diverso rispetto a quello dei Citizens.

Manchester City escluso dalla Champions per violazioni del Fair Play Finanziario

È arrivato il verdetto dell'Uefa sul Manchester City. Secondo la commissione di controllo della Federazione calcistica internazionale, il club campione d'Inghilterra in carica, avrebbe "gonfiato" le proprie sponsorizzazioni, per sistemare i propri conti e rientrare dunque nei paletti imposti dal Fair Play Finanziario. Un modo per dimostrare di essere nei parametri richiesti in termini di bilancio mantenendo dunque in equilibrio il rapporto costi-ricavi. La società inglese dunque è stata esclusa dalla Champions (2020/2021 e 2021/2022) per le prossime due edizioni e multata di 30 milioni di euro. Il tutto è finito al centro di un ricorso per ora respinto al Tas di Losanna, che però non ha scoraggiato il Manchester City che in una nota ha manifestato la volontà di ripresentarsi di fronte all'organo svizzero. I Citizens faranno il possibile per provare a scongiurare il rischio di una stangata che avrebbe effetti pesantissimi a livello economico e dunque tecnico (con la possibilità di numerosi addii, in primis quello di Pep Guardiola.

Caso Manchester City, il precedente del Milan

La sentenza dell'Uefa fa ovviamente tremare tutto il mondo del calcio, dimostrando la volontà dei vertici del calcio europeo di non guardare nessuno. Per la prima volta, un provvedimento di esclusione dal massimo trofeo continentale, punisce un club prestigioso e ricco come il Manchester City. Un precedente importante, ma diverso è quello del Milan. I rossoneri infatti vennero inizialmente esclusi dalle Coppe Europee per due anni per violazione delle norme sul Fair Play Finanziario, da parte della Camera Giudicante dell'Uefa.

Cosa è successo al Milan, e l'accordo con l'Uefa

In quel caso il club protagonista di una importante svolta societaria (una situazione complessa quella dei rossoneri a causa della situazione debitoria lasciata dalla precedente proprietà cinese) ha fatto ricorso al Tas, dove grazie ad un accordo è riuscito ad ottenere un "ammorbidimento della pena". Infatti, con il Consent Award, ovvero una sorta di patto tra il Milan e la Camera giudicante, il club ha ottenuto in cambio della mancata partecipazione all'Europa League 2019-2020, la cancellazione della sentenza sul triennio 2014-2017 e l'interruzione del secondo procedimento ancora pendente dinanzi agli organi dell'Uefa. In questo modo ha ottenuto un periodo di tempo più lungo (oltre il 2021) per raggiungere il pareggio di bilancio. Una situazione che potrebbe essere sfruttata anche dal City che però ha una situazione molto più "grave" di quella dei rossoneri.