La Uefa ha escluso il Manchester City dalle Coppe per due stagioni (2020-2021 e 2021-2022) infliggendo anche una multa di 30 milioni di euro per violazioni del Fair Play Finanziario. L'inchiesta, iniziata nel 2018 con la pubblicazione dei documenti di Footbal Leaks da parte del giornale tedesco Der Spiegel, è stata scandita in questi due anni prima dal tentativo del club di rigettare il rinvio a giudizio dinanzi alla Commissione della Uefa poi dalla richiesta di risarcimento danni presentata dalla stessa società (come ulteriore reazione all'indagine giunta nella fase cruciale) e infine dal verdetto che ha causato un terremoto.

Il danno economico in caso di esclusione dalle Coppe

Queste le tappe di una vicenda che, qualora il pronunciamento della Federazione venisse confermato dal Tas (in caso di ricorso del City respinto), rischia di avere pesanti ripercussioni economiche sulla società inglese. È stato stimato che il danno patrimoniale ammonterebbe a 170 milioni di sterline, oltre 200 milioni e rotti in euro. Come si arriva a questa somma? Basando i calcoli su quanto hanno guadagnato i Citizens nella scorsa stagione che li ha visti protagonisti in Champions.

Effetto cascata su rosa e guida tecnica

Si tratta comunque di stime approssimative che non tengono conto (ancora) dell'effetto cascata sulla rosa (considerata la possibile "fuga" dei calciatori più forti e al tempo stesso più ambiti), sulla guida tecnica (la posizione di Pep Guardiola resta attualmente un'incognita) e su altri contratti di partnership.

Doping finanziario, così il City ha aggirato il Fair Play dei conti

L'accusa recepita dalla Uefa e verificata dai membri della Camera giudicante in materia di gestione del bilancio e rispetto della normativa sul Fair Play Finanziario è molto grave: la società dello sceicco Mansour – in base alla ricostruzione fatta dagli inquirenti – ha manipolato e gonfiato i conti. Qual è stato l'espediente adottato? Lo avrebbe fatto iscrivendo alla voce entrate accordi di sponsorizzazione tali da coprire le perdite. Cifre ritenute fuorvianti e soprattutto una "grave violazione" dei regolamenti oltre che il tentativo – attraverso quello che in gergo è definito "doping finanziario" – di sovrastimare le proprie risorse a bilancio così e le informazioni sul pareggio dei conti presentate alla Federazione tra il 2012 e 2016.