Quando aveva 18 anni Federico Macheda, detto Kiko, visse delle settimane indimenticabili che portarono molti a consideralo come una delle grandi stelle future del calcio mondiale. La carriera dell’attaccante romano non ha rispettato le aspettative, ma il sali scendi non è finito e oggi questo ragazzo cresciuto nella Lazio sta provando a risalire la china con il Panathinaikos, una delle grandi storiche del campionato greco. Macheda, in un’intervista al Corriere della Sera, da Atene ricorda il suo passato allo United al fianco di CR7 e presenta la sfida delle Qualificazioni a Euro 2020 tra Italia e Grecia.

Lo United, Sir Alex e CR7

Pronti, via, esordio e gol decisivo in pieno recupero contro l’Aston Villa. Questa l’immagine che resterà per sempre a Old Trafford di Kiko Macheda, lanciato da Ferguson nei minuti decisivi di una partita fondamentale nella corsa al titolo, contro i rivali di sempre del Liverpool. La settimana dopo Macheda timbrò il cartellino di nuovo, segnò il gol dell’1-0 al Sunderland. Sembrava l’inizio di un’ascesa senza limiti e invece Macheda ha cambiato un numero impressionante di squadre, ha giocato pure in Championship e in Serie B:

Giocare con Cristiano resta un ricordo che mi tengo molto stretto: era già un malato di allenamento e anche se aveva vinto già un Pallone d’oro lavorava il doppio degli altri. Mentre Ferguson sapeva tenere a bada un’intera società: una persona fantastica, che mi ha aiutato tanto. Sembra una storia da film, ma la verità è che il calcio mi ha dato tantissimo, anche in modo inaspettato. Sono molto fortunato. E adesso sento di poter tornare ancora ad altissimi livelli. Senza cercare rivincite, ma con la voglia di crederci.

Il Panathinaikos trampolino verso il rilancio

Ama molto la Grecia e l’atmosfera di quel campionato Macheda che vesta la maglia di una squadra storica, il Panathinaikos che disputò anche una finale di Coppa dei Campioni, e con la squadra verde di Atene cerca il rilancio e magari una chiamata da una squadra importante della Serie A, in fondo Kiko ha solo 28 anni:

E pensare che in Grecia non ero mai stato, nemmeno in vacanza. Mi trovo benissimo, sia in campo che fuori, e gioco in un club storico anche se attualmente siamo esclusi dalle Coppe europee, quello greco è comunque un calcio in fase di rilancio a livello di club: tatticamente non sono molto preparati, però tutti vanno a velocità massima e non è per niente facile. Poi ci sono partite molto calde, con una bellissima atmosfera: per me è il posto giusto, perché sono molto ambizioso, ho capito molte cose su di me, sono diventato padre. Nel mio futuro vedo di nuovo obiettivi importanti.

Italia-Grecia

Chi meglio di lui per parlare dell’imminente sfida di Qualificazione agli Europei tra Italia e Grecia. Per Macheda non c’è partita, gli azzurri sono molto più forti e hanno intrapreso anche un ottimo percorso con il c.t. Roberto Mancini:

Il nostro calcio? Mi sembra che stia rinascendo, anche se per fare il salto di qualità e mancano ancora gli stadi. In azzurro Mancini sta facendo un ottimo lavoro e i talenti ci sono. L’importante è farli crescere bene. Con la testa giusta. Tra le due Nazionali ora non c’è paragone e si è visto all’andata.