"Non mi abituerò mai a un mestiere in cui sei brocco se prendi il palo e fenomeno se la mandi in rete a un metro". Con queste parole Luca Toni, professione "ex centravanti", cercava di far capire la complessità del suo ruolo in campo e quanto sia sottile la linea che demarca le definizioni di "idolo" e di "bidone". Quello dell'attaccanti è il ruolo che accende le fantasie dei tifosi e in vista del nel derby di Milano numero 224 sono due gli uomini a cui i tifosi ‘rossonerazzurri' chiedono la vittoria: si tratta di Romelu Lukaku e Krzysztof Piatek. 

I numeri 9 di Inter e Milan sono attesi dal primo big match della stagione e da una partita che, ora e sempre, fa storia a se: la stracittadina meneghina può essere il viatico per l'annata di entrambi i centravanti che hanno vissuto un inizio molto diverso di torneo e ora sono alla ricerca della miccia che possa permettergli di esplodere definitivamente. Il belga ha segnato 2 goal nelle prime 3 partite di Serie A mentre il polacco è riuscito a sbloccarsi solo su rigore nell'ultimo turno in casa del Verona: momenti diversi che sono dettati da cambiamenti e da situazioni ancora da registrare.

Romelu e Krzysztof, due "9" molto diversi

Analizzandoli strutturalmente, ma senza vivisezionarli, possiamo subito dire che si tratta di due attaccanti con caratteristiche molto diverse: Lukaku è uno dei classici centravanti bravi a "fare la guerra" con i difensori, partecipare al gioco ed è molto a suo agio in campo aperto mentre Piatek è velenosissimo negli ultimi 16 metri, un capacità aerobica invidiabile ed è dotato di un gran senso della posizione. Le mappe di calore di wyscout.com, che indicano le zone di campo calpestate dai due nelle prime tre partite della Serie A 2019/2020, mettono in mostra come il "puntero" nerazzurro sia molto più mobile di quello milanista e proprio per questa sua peculiarità Conte ha voluto fortemente l'ex Manchester United ed Everton.

L'ex commissario tecnico della Nazionale ha chiesto espressamente Lukaku alla società per il suo nuovo attacco, oltre a Dzeko, perché nella sua idea di calcio le punte hanno un grande importanza nella costruzione dell'azione e nell'aprire gli spazi agli inserimenti dei compagni: il centravanti classe 1993 ha dimostrato più volte di esser bravo a fare questo ma con il tecnico salentino dovrà lavorare per migliorare ancora di più.

Le mappe di calore sulle partite di Lukaku e Piatek. (wysscout.com)
in foto: Le mappe di calore sulle partite di Lukaku e Piatek. (wysscout.com)

Un lavoro simile è quello che Giampaolo chiede a Piatek e che l'ex Genoa non è abituato a fare in maniera continua: il polacco ha sempre mostrato le sue qualità negli ultimi metri ma non ha mai dialogato molto con la squadra e questo per ciò che ha in mente il neo tecnico milanista non è positivo. Non sono in discussione le doti da realizzatore, anche se dopo l'exploit dello scorso anno Piatek dovrà confermarsi, ma è il suo estraniarsi dal gioco per poi comparire magicamente in area che cozza con i principi del tecnico marchigiano. Nella conferenza stampa prima di Verona l'ex allenatore della Samp ha parlato "maggiore partecipazione all'azione" e di "ossessione per il goal" perché è convinto che appena il suo numero 9 inizierà a dialogare di più con i compagni sarà molto più semplice per lui fare goal. Pensiero da non trascurare affatto ma, al momento, non sono solo i movimenti della punta centrale ad essere nei pensieri di Giampaolo.

Lukaku e Piatek cercano un posto nella storia del derby

Gli attaccanti vengono giudicati per i loro gol e ogni gol è come innamorarsi. (Julio Cruz)

Entrambi vorrebbero essere gli eroi di San Siro nel primo derby della Madonnina dell'anno ma solo uno avrà la meglio e tutto dipenderà dal risultato finale. Lukaku e Piatek verranno giudicati se il loro nome comparirà sul tabellone di San Siro e poco più ma, onde evitare di cadere nella concezione ben spiegata da Toni tempo fa, sarà importante analizzare i 90′ per capire quale potrà essere il loro impatto e il loro percorso di crescita nel prosieguo nel campionato. Quello del centravanti "è un duro lavoro, ma qualcuno ma qualcuno deve pur farlo".