Gli mancava solamente un trofeo poi avrebbe fatto filotto. E non ha sbagliato l'appuntamento con la storia. Si tratta di Pedro, l'attaccante 31enne del Chelsea che con il successo contro l'Arsenal in Europa League ha riempito anche l'ultimo spazio che era rimasto nel suo palmares personale che vede anche la consacrazione con la nazionale spagnola. Nessuno come lui, nella storia del calcio, con un merito particolare aggiunto: quando è il momento di segnare gol decisivi spesso e volentieri non si tira mai indietro.

Come nessun altro: dal Mondiale all'Europa League, ha vinto tutto

Anche contro l'Arsenal la regola è stata rispettata: trofeo e gol. Per un attaccante che ha iniziato a vincere con il Barcellona e ha proseguito con il Chelsea nulla più appare oramai irraggiungibile. Nel mezzo, anche il Mondiale con la Spagna per una consacrazione internazionale che non conosce rivali: tre volte la Champions (2009, 2011, 2015) e altrettante volte la Supercoppa Uefa (2009, 2011, 2015) con il Barcellona, risultati preceduti in due occasioni dal Mondiale per club (2009 e 2011) con i blaugrana, fino all'attuale Europa League con il Chelsea senza dimenticare il Mondiale sudafricano (2012) con le Furie Rosse e al successivo Europeo di Ucraina-Polonia.

Un talismano goleador per vincere le finali

Ma Pedrito è ancora di più di tutto questo, è una calamita per le vittorie importanti. Quando il calcio chiama lui risponde presente con prestazioni e gol determinanti. Non a caso è tra i migliori goleador nelle finalissime di Champions e di Coppa dei Campioni e di quelle di Europa League e di Coppa Uefa. Oltre a lui, infatti, gli unici giocatori a lasciare il segno nell’ultimo atto di tutte queste competizioni sono stati solamente altri quattro giocatori: Allan Simonsen, Dmitri Alenichev, Hernan Crespo e Steven Gerrard.