Non è stato riavvolto il nastro di dodici mesi e non è un brutto sogno per i tifosi dell'Inter: la squadra nerazzurra per il secondo anno di fila viene eliminata dalla Champions League nell'ultima partita, in casa, contro una squadra che non aveva niente da chiedere al torneo. Se lo scorso anno era arrivata l'esclusione con il PSV Eindhoven, per mano del napoletano Lozano, quest'anno a mandare in Europa League i ragazzi di Antonio Conte è stato il Barcellona, che nonostante si sia presentato a Milano con una formazione fortemente rimaneggiata e ha sbancato San Siro.

Sembra uno scherzo del destino ma non lo è: per due anni consecutivi la Beneamata è uscita dal massimo torneo europeo giocandosi tutto negli ultimi 90′, con conseguente scottatura, ma andando ad analizzare tutto il cammino si possono ritrovare le cause per comprendere quanto accaduto: se lo scorso anno la gara con gli olandesi sembrava più alla portata della squadra allora guidata da Luciano Spalletti, l'eliminazione di stasera sembra dipendere soprattuto da due fattori, ovvero le occasioni mancate in due momenti precisi del girone e gli infortuni. 

Le occasioni mancate: Slavia in casa e Dortmund

Le gare su cui l'Inter può recriminare di più sono la prima gara del girone contro lo Slavia Praga e quella di Dortmund: nel primo caso la squadra di Conte ha fatto molta fatica a portare a casa un punto contro i cechi per tanti errori tecnici e di gestione del match mentre in terra di Germania i nerazzurri avevano chiuso sul 2-0 il primo tempo ma al 90′ i tedeschi avevano ribaltato il match sfruttando un vero e proprio blackout di Handanovic & co. La prestazione di Barcellona era stata incensata da tutti ma dal Nou Camp i nerazzurri eran tornati con 0 punti e stasera, nonostante i catalani in formazione rimaneggiatissima, hanno fatto la loro partita.

Gli infortuni e la mancanza di alternative

Lazaro, Politano e Esposito. Questi sono stati i cambi che ha potuto operare Antonio Conte nel corso del secondo tempo della sfida con il Barça e tutti e tre hanno dato molto poco alla causa nerazzurro nei minuti in cui sono stati impiegati. Le pesanti assenze di Sensi e Barella in mezzo al campo, senza voler nominare Gagliardini e Candreva, oltre a quella di Alexis Sanchez davanti, unica vera alternativa al tandem Lukaku-Lautaro, si sono fatte sentire in maniera incredibile e fa capire come la rosa sia di buon livello ma non ancora adattata per il doppio impegno. Bisognerebbe riflettere anche sulla buona dose di sfortuna che l'ex commissario tecnico ha dovuto affrontare con tutte queste defezioni ma non è il caso di cercare risposte nella "sorte". Adesso sarebbe intrigante vedere l'Inter puntare ad arrivare in fondo all'Europa League, chiaramente insieme a Roma e Lazio, per cercare di riportare un trofeo in Italia che manca dal 2000.