La storia di questi ultimi anni di Mattia Caldara è grottesca e va ben oltre la sequenza di infortuni che ne hanno smorzato il talento al Milan. Lacerazione parziale del tendine d'Achille (106 giorni di stop, 21 gare saltate) e rottura del legamento crociato (165 giorni di stop, 11 partite saltate) i traumi che lo hanno perseguitato per una stagione e dai quali adesso è guarito, provando a ripartire laddove tutto era iniziato. A Bergamo tornerà dopo un anno e mezzo in rossonero scandito dalla sofferenza e dalle pochissime opportunità di giocare: 2 presenze (una in Coppa Italia contro la Lazio, un'altra in Europa League) più altre 4 con la Primavera. Un incubo che sta per terminare con il passaggio all'Atalanta, la formula è prestito con diritto di riscatto fissato a 15 milioni di euro in favore dei nerazzurri.

L'incredibile giro di mercato da Bergamo a Bergamo

Dunque, se il club di Percassi dovesse decidere di far scattare l'opzione ricomprerebbe il calciatore quasi allo stesso prezzo delle cessione (19 milioni) effettuata alla Juventus. Si chiuderebbe così una parabola grottesca, un giro incredibile di mercato iniziato a gennaio del 2017 quando il club bianconero ingaggiò il difensore e lo lasciò ancora per un po' a Bergamo. Nell'estate del 2018 il passaggio formale a Torino con tante speranze e l'ambizione di giocare in una squadra che può assicurargli la ribalta internazionale. Le cose, però, vanno diversamente: Caldara, presentazione a parte, non vestirà mai la maglia della Juventus perché nel giro di un paio di mesi tra giugno e agosto si ritrova inserito in una maxi operazione con il Milan che (ri)porterà Bonucci alla Juve spedendo Caldara in rossonero (scambio alla pari, 35 milioni, contratto fino al 2023), accompagnato da Gonzalo Higuain.

Alla Juve solo di passaggio, fu scambiato con Bonucci

Tutto questo perché? La Juve aveva bisogno di liberarsi di Higuain alle proprie condizioni (salvo accoglierlo di nuovo dopo il trasferimento in prestito al Chelsea), il Milan doveva fare altrettanto con Bonucci (ingaggio oneroso e voglia dello stesso calciatore di andare via da Milano agevolarono la transazione). E alla fine riprendere il difensore ha fatto molto comodo alla ‘vecchia signora' a caccia di centrali per il pacchetto arretrato: l'usato garantito e affidabile ha prevalso su ogni altra ipotesi. Non è l'unica curiosità di questo giro di mercato, ce n'è un'altra che spiega anche perché l'operazione attuale viene condotta con la formula del prestito con diritto di riscatto.

La formula del prestito che oggi conviene al Milan

Al netto degli ammortamenti dopo un anno e mezzo dall'acquisto (circa 10 milioni) per cedere Caldara definitivamente a gennaio il Milan avrebbe dovuto fissare un prezzo di circa 25 milioni (somma fuori "mercato" al momento per un calciatore che non gioca da un anno e mezzo). Non ci avrebbe guadagnato e nemmeno perso mettendo sul piatto della bilancia costi, evoluzione del valore e del capitale umano. Ecco spiegato il motivo che ha spinto il club rossonero all'ipotesi del prestito di 18 mesi con diritto di riscatto fissato a 15 milioni: può realizzare una plusvalenza, considerato che il suo cartellino sarà sì a bilancio ma fino al 2021 e per una cifra di poco inferiore ai 15 milioni mentre, contestualmente renderà più leggero il monte ingaggi (Caldara percepisce uno stipendio netto di 2.2 milioni, 3.9 al lordo) poiché il pagamento è a carico dell'Atalanta.