Se a Madrid soffia forte il vento della polemica per la pesante sconfitta in Champions League, a Barcellona il clima non è certo dei migliori dopo il pareggio europeo con il Borussia Dortmund e soprattutto la sconfitta inaspettata nel match di campionato contro il Granada. La squadra di Ernesto Valverde, nonostante i 45 minuti giocati da Leo Messi, è infatti caduta fragorosamente incassando la sua seconda sconfitta in appena cinque giornate di Liga e registrando la peggior partenza da quando sono stati introdotti i tre punti per vittoria.

Luis Suarez è stato tra i pochi che ha avuto il coraggio di metterci la faccia dopo la disfatta del Nuevo Los Cármenes: "È una sconfitta che fa male, che porta preoccupazioni e che dobbiamo analizzare – ha dichiarato nel post gara l'attaccante del Barcellona – Occorre fare autocritica per essere in grado di migliorare".

Il destino di Valverde

L'analisi lucida e furente del giocatore uruguagio, ha ovviamente fatto rumore nell'ambiente catalano e dato il via ufficiale ad una crisi inaspettata: "Subire il loro primo gol ha reso tutto più difficile -ha continuato Luis Suarez – Non siamo stati bravi a rimetterci nel match e trovare le posizioni giuste per andare a colpire. Il problema delle trasferte? Dobbiamo analizzare le gare che giochiamo fuori, spesso non siamo efficaci in diverse occasioni. Siamo il Barcellona e dobbiamo pensare che abbiamo l’obbligo di andare in trasferta per vincere le partite".

Staccato di tre punti dalla vetta della classifica (lunghezze che potrebbero però diventare sei in caso di vittoria del Siviglia contro il Real Madrid), il Barcellona è ora chiamato ad una decisa ed immediata inversione di tendenza. Prima di tornare in campo in Champions League (il prossimo 2 ottobre, al Camp Nou contro l'Inter di Conte), la squadra di Valverde avrà Villarreal in casa e Getafe fuori: due partite che potrebbero anche segnare il futuro di Ernesto Valverde, allenatore sulla graticola ormai da settimane.