Quando non si è più al cento per cento, è giusto ritirarsi. E' stato il pensiero di  Ederson Honorato Campos ex Lazio che dice addio al calcio a una manciata di giorni dal suo 34° compleanno. Una scelta dovuta soprattutto  alla mancanza di una integrità fisica che dovrebbe permettergli di poter giocare ad alti livelli e che da tempo non riesce più ad avere. Una carriera costellata da problemi e infortuni e anche la lotta – vinta – contro un tumore. Per Ederson il 2020 si apre in modo amaro, salutando il mondo del calcio.

Il brasiliano ha indossato la maglia numero 10 con la società capitolina, giocando in Serie A dal 2012 al 2015, ma non è mai esploso per via degli infortuni. A mettere a repentaglio non solo la carriera sportiva, nel 2018 Ederson ha dovuto affrontare anche la sua battaglia più difficile, contro il cancro, riuscendo a guarire e a continuare la sua attività da calciatore professionista.

L'addio al calcio

Oggi, però, Ederson attacca le scarpette al fatidico chiodo e dice basta al mondo del pallone cui ha dato tanto e ricevuto moltissimo: “Mi sarebbe piaciuto continuare fino a 38 anni, ma a causa soprattutto dei problemi al ginocchio ho capito di non essere più al 100%. In questi casi è meglio ritirarsi – ha dichiarato in una intervista a ‘Tv Fronteira' – Non so cosa mi aspetta nel futuro. Una cosa posso dirla però: mi piacerebbe lavorare con i giovani, con i talenti del domani restando sempre nel mondo del calcio".

Chi è Ederson

La fortuna non ha mai sorriso al brasiliano che di ruolo ricopriva quello di classico ‘dieci', capace di inventare e dettare i tempi ai compagni. Nel 2003 ha vinto anche il Mondiale Under 17 con il Brasile e poco dopo dalla Juventude arriva prima al Nizza, poi il Lione. In Serie A, alla Lazio, Ederson firma nel 2012 a parametro zero e con il passaporto italiano. In totale farà 50 presenze, 5 gol e 4 assist: i tantissimi infortuni non gli permettono mai di esplodere in maniera definitiva nel nostro calcio e così  lascia Roma e ritorna in Brasile, al Flamengo.