Leo Messi è stato espulso, nel suo piccolo è un evento storico. Perché il numero 10 dell'Argentina e del Barcellona stasera nella finale del 3° e 4° posto della Copa America ha rimediato appena il secondo cartellino rosso della sua carriera, il primo dal 2005. Una lite con Gary Medel, ex giocatore dell'Inter, gli è costata carissimo.

Perché Messi è stato espulso in Argentina-Cile

Dopo il gol del raddoppio di Dybala la partita si è incattivita, Vidal ha dato un buffetto allo stesso Dybala, l'arbitro ha lasciato correre. I giocatori cileni delusi e frustrati da questo disastroso finale di Copa America hanno iniziato a entrare in modo rude in particolare su Aguero e Messi. Il capitano dell'Argentina è stato protagonista di un litigio con Medel, è volata qualche parola di troppo, le telecamere li ha ripresi mentre baccagliavano, il cileno avanzava e provava a colpire il fenomeno del Barcellona. L'arbitro senza pensarci troppo li ha espulsi entrambi per reciproche scorrettezze. Argentina e Cile in 10. La notizia c'è, perché Messi è un fuoriclasse anche di correttezza e solo per la seconda volta si è visto sventolare un cartellino rosso.

La prima espulsione di Messi, all'esordio con l'Argentina nel 2005

687 partite (603 gol) con il Barcellona e nemmeno un'espulsione. Un percorso netto fantastico. Fino a oggi l'unico cartellino rosso Messi lo aveva ricevuto il 7 agosto del 2005, un giorno che il giocatore con più gol di sempre dell'Argentina non potrà mai dimenticare. Perché in Ungheria quasi quattordici anni fa Messi esordì in nazionale, entrò al 64′, ma dopo appena 40 secondi fu espulso dall'arbitro Merk, uno dei migliori dell'epoca. Forse per la troppa tensione l'allora diciottenne rifilò una gomitata al difensore Vilmos Vanczak. Rosso diretto allora, come adesso dopo la lite con Medel.