Leinhard punta il dito contro lo staff di Guardiola: “Infortuni Bayern non casuali”
E’ partita la marcia di avvicinamento alla supersfida di Champions tra Juventus e Bayern. C’è un aspetto che accomuna le due squadre, ovvero i troppi infortuni che hanno letteralmente falcidiato gli spogliatoi di bianconeri e bavaresi. Sulla questione, è intervenuto in un’intervista concessa a SID, il professor Lars Lienhard che si è soffermato in particolare sui guai fisici dei giocatori di Guardiola. Massimo esperto nello studio del sistema nervoso e nella sua relazione con l’attività fisica, il luminare ha dichiarato senza troppi giri di parole: “La casualità e la sfortuna non c'entrano nulla con la serie di infortuni che ha colpito il Bayern. Dipendono da errori dello staff che cura gli allenamenti".
Nei ko di Benatia, Boateng, Javi Martinez, Badstuber e nel calvario di Ribery dunque ci sarebbero responsabilità evidenti, e non casualità. Lienhard che ha curato la preparazione della Germania negli ultimi Mondiali brasiliani, non ha dubbi: “Quando qualcuno si rompe qualcosa o si stira un muscolo, non ha senso dare la colpa al caso. Significa, piuttosto, che sono stati commessi errori nei carichi d'allenamento e nel controllo dei movimenti. Inutile dare la colpa ai dottori, il fattore chiave sono le strutture di riabilitazione e preparazione fisica post-infortuni. Prendendo ad esempio Ribery e Badstuber, posso dire che ogni giocatore che viene da un lungo stop tende a proteggere quella parte del corpo con un riflesso involontario. Quindi c'è bisogno di lavorare sulla sua parte neurologica tanto quanto viene fatto su quella atletica, altrimenti si rischia”.
Parole che sicuramente non saranno gradite da Guardiola che ha sempre difeso il suo staff tecnico, soprattutto dopo che quest’ultimo ha raccolto le redini di quello guidato da Müller-Wohlfhart, dimissionario dopo la sconfitta con il Porto nella scorsa stagione. L’incompatibilità tra l’ex responsabile e Guardiola però sembrava evidente e ha così portato al cambio della guardia. Una scelta che però finora, stando alle parole di Lienhard si è rivelata tutt’altro che azzeccata.
