I guizzi di Insigne e Zielinski regalano il successo al Napoli 100 giorni dopo l’ultima affermazione casalinga col Verona. Lo scalpo è di quelli importanti: al tappeto proprio la Juventus campione d'Italia, la Juve dell'ex Sarri e dei fenomeni. Come Cristiano Ronaldo, incapace però di lasciare il segno per tutto il corso della gara fino al minuto 90. Quando con un guizzo d’orgoglio riapre il match e salva – almeno – la sua prestazione individuale. Nel Napoli, bene gli esterni bassi, Callejon, ritrovato e Manolas ultimo e quasi insuperabile baluardo di difesa. Nella Juventus, bene Pjanic, fino al cambio nella ripresa e De Ligt, che ha poche colpe nei gol dei padroni di casa. Male, invece, Cuadrado e Bentancur. Qui, al termine del posticipo della 21° di Serie A, top e flop, duelli individuali e di reparto, di Napoli-Juve.

I voti del San Paolo

Napoli (4-3-3) #1 Meret 6; #23 Hysaj 6+, #44 Manolas 6.5, #22 Di Lorenzo 6+, #6 Mario Rui 6.5; #8 Fabian Ruiz 6, #4 Demme 6.5 (Dal 69’ Lobotka 6), #20 Zielinski 7 (Dal 81’ Elmas s.v.); #24 Insigne 7, #7 Callejon 6.5, #99 Milik 6.5 (Dal 90’ Llorente s.v.). A disposizione: #27 Karnezis, #15 Daniele; #19 Maksimovic, #13 Luperto; #12 Elmas, #68 Lobotka; #11 Lozano, #98 Leandrinho, #9 Llorente. Allenatore Gennaro Gattuso 7

Juventus (4-3-1-2) #1 Szczesny 6-; #16 Cuadrado 5.5, #4 De Ligt 6.5, #19 Bonucci 6-, #12 Alex Sandro 6; #30 Bentancur 5.5, #5 Pjanic 6+ (Dal 50’ Rabiot 5.5), #14 Matuidi 5.5 (Dal 72’ Douglas Costa 5.5); #10 Dybala 5.5 (Dal 72’ Bernardeschi 5.5); #7 Cristiano Ronaldo 6.5, #21 Higuain 6-. A disposizione: #77 Buffon, #31 Pinsoglio; #24 Rugani, #41 Coccolo; #25 Rabiot, #8 Ramsey, #33 Bernardeschi; #11 Douglas Costa. Allenatore Maurizio Sarri 5.5

Zielinski fa gol e fa impazzire il San Paolo: Bentancur fatica

Al 63’, una prestazione sufficiente, diventa eccellente. Il merito? Un gol che fa impazzire il San Paolo e capovolge il rapporto di forze fra Juve e Napoli. L’autore della rete è Zielinski che, come detto, trasforma una gara ordinata, diligente e tatticamente impeccabile in una serata da incorniciare. Da mezzala, che segue gli sviluppi delle azioni e che spesso le genera e le alimenta, si inserisce senza palla, crede in una delle tante transizioni attive dei padroni di casa e fa gol: Insigne calcia dai 25 metri, Szczesny devia e il #20 partenopeo, di sinistro, insacca. Per un gesto tecnico semplice, a tratti facile ma che nella sua banalità riscatta un’intera squadra. E pure un calciatore che stravince il confronto diretto contro un Bentancur, prima da centro-destra e poi da regista con l'uscita di Pjanic, un po’ appannato. Incapace cioè di bissare le ultime ottime uscite. Non ultima quella in Coppa Italia con la Roma.

la prestazione, in numeri, di Insigne (sofascore.com)
in foto: la prestazione, in numeri, di Insigne (sofascore.com)

Insigne da vero leader e capitano, Ronaldo fa troppo poco…fino al 90’

L’emblema di questo Napoli che prova a risalire la china dopo mesi difficili, è proprio il capitano Insigne che con la rete contro la Lazio, poi decisiva per il passaggio del turno, ha idealmente siglato la pace con pubblico e ambiente. Che anche stasera, in simbiosi con il #24 di Gattuso, garantiscono un contributo importante. Sacrificio, corse, coperture preventive, giocate utili e intelligenti ma anche quella sgroppata, al 63’, che favorisce la rete di Zielinski. Insomma, Insigne trascina i suoi e interpreta al meglio le varie fasi del match vestendo i panni dell’umile ma voglioso leader. Tecnico e mentale che poi, all’85’, la chiude, con una giocata delle sue: cross di Callejon, lui pure ritrovato, e tiro di prima intenzione di destro che non lascia scampo a Szczesny. Cristiano Ronaldo, invece, si vede raramente in questa serata del San Paolo col fenomeno lusitano capace di accendersi solo in un paio di circostanze abbandonando di fatto i suoi, Dybala e Higuain compresi, nel corso di una sfida molto complicata. Una sfida che però il cinque volte pallone d’oro riapre in maniera tardiva nel finale al minuto 90’. E che non può essere solo colpa di CR7 che riceve poco anche da HiguainDybala, anche nel 4-3-3 più ampio della ripresa.

in arancio, i 46 passaggi chiave di Demme, in azzurro, i 56 di Pjanic (whoscored.com)
in foto: in arancio, i 46 passaggi chiave di Demme, in azzurro, i 56 di Pjanic (whoscored.com)

Pjanic lucido in impostazione, Demme arcigno in mezzo

In una partita molto chiusa, tattica, aspra dove non è facile trovare spazi, specie in un primo tempo nel quale le squadre si raccolgono in poche decine di metri, Pjanic e Demme si mettono in evidenza.

Il primo, facendo girare bene la palla e spingendo in avanti il baricentro dei suoi, in entrambe le fasi, il secondo occupando bene la posizione e contrastando con efficacia chiunque passi dalle sue parti. Giallo a parte, che condiziona un po’ la gara del tedesco, Demme conferma la buona prova di martedì sera con la Lazio pur al cospetto, nelle vesti di pari ruolo, del buon Pjanic. Che però, a inizio ripresa, esce per via di un colpo ricevuto proprio dal #4 azzurro nella prima porzione di partita.

lo sviluppo del gioco sulle fasce di Napoli e Juventus (whoscored.com)
in foto: lo sviluppo del gioco sulle fasce di Napoli e Juventus (whoscored.com)

Cuadrado e Alex Sandro garantiscono continuità, Rui bene sulla sinistra

Nel gioco delle fasce la Juventus fa meglio del Napoli. I bianconeri tengono più in mano il pallino del gioco e sviluppano, con una grande densità nel mezzo, la manovra sulle corsie laterali. Dove a rispondere presente, con quasi unanime continuità, ci sono sia Cuadrado che Alex Sandro. Che spingono, si sovrappongono, provano a creare occasioni pericolose malgrado le attenzioni avversarie. Che, appunto, si concentrano maggiormente nella fase di non possesso con Mario Rui, più dell’omologo Hysaj, capace di ribaltare l’azione e uscire meglio palla al piede sul primo, asfissiante pressing bianconero. Alla lunga però, il confronto delle corsie si riequilibra con Cuadrado, specie in fase passiva, un po' troppo disattento e complice del vantaggio napoletano del 63′.

lo spazio difensivo coperto a sinistra da Manolas, a destra da De Ligt (whoscored.com)
in foto: lo spazio difensivo coperto a sinistra da Manolas, a destra da De Ligt (whoscored.com)

De Ligt è un muro, Manolas pure

Le sollecitazioni degli attacchi vengono di frequente respinte con perdite. Da un lato, ci pensa De Ligt, dall’altro Manolas. Che nei quartetti difensivi di Juventus e Napoli emergono con lampante evidenza. Irruenza, tempismo, letture e fisicità, sono gli elementi comuni all’olandese e al greco abili a metterci una pezza quando gli avanti guadagnano campo e si fanno pericolosi. Tanto che sia Bonucci che Di Lorenzo si adeguano in fretta al livello del rendimento dei numeri #44 e #4 lavorando bene di coppia e di reparto. Tanto che, la responsabilità della rete del vantaggio campano al 63’ si può addebitare, come detto, più a Cuadrado, che si addormenta sull’inserimento di Zielinski, che ai centrali juventini.