Ancora un errore marchiano, un incredibile infortunio, stavolta di Ospina, condanna il Napoli alla sconfitta a vantaggio di una Lazio che senza le solite ottime prestazioni di Luis Alberto, MilinkovicSavic o Immobile porta a casa tre punti pesantissimi per la decima W di fila in campionato. Decisivo Ciro, al di là dei suoi meriti, e ancora di più il portiere colombiano degli azzurri, con la complicità di Di Lorenzo incapace di spazzare via il pallone sul tiro del #17 laziale, a cui si affianca Leiva, autore di una buona gara ma anche Strakosha, che a differenza del suo omologo, nel finale, salva su Insigne.

Lato Napoli, buone prove di Allan, Mario Rui e di Zielinski che prima della sciocchezza del suo portiere, sbatte sull’ennesimo palo (14) della stagione partenopea. Qui, top e flop del match dell’Olimpico.

I voti dell'Olimpico

Lazio (3-5-2) #1 Strakosha 6.5; #3 Luiz Felipe 6, #33 Acerbi 6, #26 Radu 5.5; #29 Lazzari 6+, #21 Milinkovic-Savic 6+, #6 Leiva 6 (Dal 81’ Berisha s.v.), #10 Luis Alberto 6+ (Dal 90’ Jony s.v.), #19 Lulic 5.5; #20 Caicedo 5.5 (Dal 63’ Cataldi 6), #11 Immobile 6.5. A disposizione: #24 Proto, #23 Guerrieri; #4 Patric, #15 Bastos, #49 Jorge Silva; #32 Cataldi, #7 Berisha, #28 Anderson, #22 Jong; #34 Adekanye. Allenatore Simone Inzaghi 6

Napoli (4-3-3) #25 Ospina 4; #23 Hysaj 6+, #22 Di Lorenzo 5-, #44 Manolas 6+, #6 Mario Rui 6.5; #8 Fabian Ruiz 5.5, #5 Allan 6.5 (Dal 84’ Llorente s.v.), #20 Zielinski 6.5; #24 Insigne 6+ (Dal 91’ Lozano s.v.), #99 Milik 6-, #7 Callejon 5.5 (Dal 88’ Elmas s.v.). A disposizione: #27 Karnezis, #15 Daniele; #62 Tonelli, #13 Luperto; #70 Gaetano, #12 Elmas; #11 Lozano, #9 Llorente. Allenatore Gennaro Ivan Gattuso 6.5

Ospina da incubo, Immobile ne approfitta

I doni azzurri non finiscono di certo con l’Inter: Ospina promosso titolare per i problemi fisici di Meret, s’incarta coi piedi nel finale, mette in porta Immobile che, da rapace dell’area e con un Di Lorenzo di certo non immune da colpe, segna l’1-0. La rete del definitivo successo. La rete che ribalta una partita, nella ripresa, appannagio dei campani. Che ancora una volta si autosabotano e gettano alle ortiche quanto di buono fatto anche all’Olimpico. Non senza la corresponsabilità dello sfortunato Di Lorenzo, che dopo la scivolata di lunedì scorso contro Lukaku, non riesce a spazzare via il tiro del capocannoniere del campionato.

l’heatmap di Leiva (a sinistra) e di Allan (a destra) 121 tocchi in due (whoscored.com)
in foto: l’heatmap di Leiva (a sinistra) e di Allan (a destra) 121 tocchi in due (whoscored.com)

Allan lotta in mezzo al campo, Fabian discreto in regia. Positivo Leiva

In una partita tattica, combattuta e che ristagna spesso sulla mediana, i centrocampisti diventano fondamentali. E in questo senso Fabian Ruiz, ancora una volta, si dimostra inefficace in un ruolo non suo: quello di playmaker. Un ruolo però, che a giudicare dal mercato azzurro, dovrebbe ricoprire ancora per poco. E che come detto non gli calza a pennello. Nemmeno nella serata dell’Olimpico. Impreciso, lento, talvolta distratto, l’#8 partenopeo aiuta poco i compagni e rallenta la manovra dei suoi condannandosi, con la testa alle voci che lo vorrebbero altrove, ad un voto di sicuro non sufficiente. Nonostante una ripresa interpretata con maggiore piglio, velocità di gioco e di pensiero. Al contrario di quanto mette in mostra Allan. Bravo ad aggredire l’avversario, a fare legna, ad accorciare in difesa ma anche a spingersi davanti con qualche utile incursione e qualche tiro (2) dalla distanza. La Lazio, in cabina di regia, risponde con un Leiva al solito intelligente, anche se non sempre presente nei meccanismi biancocelesti, e che, aiutato in costruzione da Luis Alberto e MilinkovicSavic, si disimpegna bene sul rettangolo verde.

Mario Rui e Lazzari fanno scintille: bel duello sulla fascia

Uno dei duelli più interessanti del match è quello sul filo della velocità fra Lazzari (3 cross per lui), sulla destra, ed il suo dirimpettaio Mario Rui. Un duello, nonostante il giallo che condiziona un po’ l’italiano, che possiamo definire pari. Col #29 biancoceleste sempre presente, pronto e scattante sulla sua corsia di competenza e il lusitano di Gattuso, più basso nel 4-4-2 del Napoli, abile a rintuzzare l’ex Spal, ad accompagnare la manovra e a dare manforte a Di Lorenzo e Manolas. Per due elementi diligenti, generosi e piuttosto utili nell’economia globale della gara.

le posizioni medie della Lazio (in arancio) e del Napoli (in azzurro) (whoscored.com)
in foto: le posizioni medie della Lazio (in arancio) e del Napoli (in azzurro) (whoscored.com)

Zielinski e Milinkovic-Savic a intermittenza, si accendono di rado

Il vento dell’est, che porta fondamentali, tecnica e imprevedibilità, spira a tratti e non regala grossi sussulti. Stiamo parlando del serbo MilinkovicSavic e del polacco Zielinski che in questa equilibrata contesa non riescono a incidere (anche per sfortuna) e a far pendere la bilancia a favore dell’una o dell’altra squadra, prima del disastro di Ospina. Nemmeno quando il serbo, al 63’, viene spostato più avanti in luogo del discreto Caicedo. Ma quello che va più vicino a prendersi il proscenio, è il #20 del Napoli che al 66’, in area, s’inventa un tiro a giro, una giocata dallo sconfinato estro che però si infrange sul palo. L’ennesimo della stagione azzurra. Per un confronto, diretto, fra i due fini dicitori, leggermente a vantaggio del polacco.

la prestazione, in numeri, di Callejon (sofascore.com)
in foto: la prestazione, in numeri, di Callejon (sofascore.com)

Male Callejon, Luis Alberto poco incisivo

Gli spagnoli, spesso arma segreta di Lazio e Napoli, stasera, non convincono appieno. Il biancoceleste, limitando a qualche strappo isolato il suo apporto offensivo, senza guizzi o geniali intuizioni in sede di rifinitura, il partenopeo sbagliando di frequente la scelta finale, il passaggio definitivo. Per un rendimento distante dai loro standard, dalle loro qualità e non all’altezza delle difficoltà di questo incontro. Per i padroni di casa, ci pensa Immobile, per gli ospiti un buon Insigne che però s'imbatte su un impeccabile Strakosha.