Smalling e Mirante tra i migliori in campo, Candreva e Lazaro tra i flop. Il centrale inglese e il portiere di riserva della Roma disinnescano la temuta coppia d'attacco dell'Inter con Lukaku e Lautaro Martinez che non riescono a sfruttare le occasioni da rete concessegli. Al "Meazza" termina dunque 0-0 una gara che ha visto la formazione nerazzurra avere più chance per portarsi in vantaggio con quella giallorossa che invece si è fatta preferire sul piano del gioco pur dimostrando grandi limiti in fase di conclusione (solo un tiro nello specchio della porta difesa da Handanovic). Detto ciò andiamo a vedere le pagelle commentate dei protagonisti più attesi della sfida di San Siro valida per la 15a giornata della Serie A 2019/2020 tra l'Inter di Antonio Conte e la Roma di Paulo Fonseca.

Smalling vince il duello con un impreciso Lukaku

Giornata dura per la difesa romanista che vedersela con una delle coppie d'attaccanti più in forma d'Europa, quella cioè composta da Lautaro Martinez e Romelu Lukaku (18 i gol messi a segno prima di questa gara dal tandem offensivo nerazzurro). E pronti, via, è proprio il belga ad avere due clamorose occasioni per aggiornare il proprio score ma nella prima, regalatagli da un clamoroso errore di Veretout, si fa ipnotizzare dal portiere giallorosso di giornata Mirante che devia il suo tiro in calcio d'angolo, e nella seconda arriva invece in leggero ritardo sul cross di Biraghi non riuscendo così ad impattare bene il pallone e indirizzarlo verso la porta romanista. Le punte nerazzurre vengono però poco servite e spesso con palloni lunghi che vedono Smalling e Mancini avere la meglio sugli attaccanti interisti che solo in rarissime occasioni riescono a liberarsi dall'arcigna marcatura avversaria ma quando lo fanno riescono ad essere molto più pericolosi di quanto riescano a fare invece gli avversari nell'altra area di rigore.

Sull'altro lato del campo invece Paulo Fonseca si affida al terzetto di trequartisti composto da Henrykh Mkhytarian, Lorenzo Pellegrini e Diego Perotti (dei tre quello che ha commesso più errori), liberi di creare gioco e di combinare tra loro alle spalle dell'adattato centravanti di giornata Nicolò Zaniolo scelto come inedito sostituto del febbricitante Edin Dzeko, portato comunque in panchina. Pur fuori ruolo il classe '99 arrivato nella capitale proprio dall'Inter grazie alla sua fisicità e alla sua grande esplosività si destreggia bene nella nuova posizione pur trovandosi davanti quella che prima di questo match, numeri alla mano, è la miglior difesa di tutta la Serie A.

Ed è proprio il numero #22 giallorosso a portare la prima vera offensiva ospite con un bel movimento a liberarsi del proprio marcatore e una conclusione centrale che Handanovic controlla in due tempi. Col passare dei minuti, dopo un'ottima prima mezz'ora di gioco del talento romanista, la retroguardia nerazzurra prende le misure soprattutto con Diego Godin che alza il livello della propria prestazione difensiva. E così Fonseca, a metà ripresa, decide di riportarlo nella sua posizione consueta mandando in campo Edin Dzeko al posto di Diego Perotti.

Brozovic ingabbiato, Veretout-Diawara diga giallorossa

Contrariamente alle previsioni della vigilia il centrocampo dell'Inter nonostante l'apparente superiorità numerica va in grande difficoltà lasciando di fatto possesso palla ed iniziativa agli avversari. Con Marcelo Brozovic (che nel finale di primo tempo si divora il gol del vantaggio mal sfruttando il "regalo" di Mirante, autore di un grave errore in disimpegno) ingabbiato dal tandem Zaniolo-Pellegrini che a turno in fase di non possesso si abbassano per marcare a uomo il regista croato, la formazione di Antonio Conte fatica a sviluppare la propria manovra.

Matias Vecino e Borja Valero infatti sono spesso costretti ad allargarsi per ricevere il pallone faticando a ripiegare sul ribaltamento dell'azione, va meglio invece quando a turno si inseriscono negli spazi lasciati dal gran lavoro dei due attaccanti (in avvio di ripresa proprio da una combinazione tra i due nasce una clamorosa occasione sventata da un altro grande intervento di Mirante). Le opzioni offensive per la selezione meneghina rimangono però due con i difensori che sono sempre costretti a cercare o gli esterni o direttamente le punte con dei lanci lunghi.

Errore iniziale a parte, quello che ha concesso a Lukaku la prima chance da rete del match, ben figura la diga di centrocampo giallorossa formata da Amadou Diawara e Jordan Veretout che si rendono utili in entrambe le fasi di gioco dando equilibrio ad una formazione solo in apparenza sbilanciata. Nella ripresa i due però sono costretti ad abbassare la propria posizione a causa dell'innalzamento del baricentro della formazione nerazzurra non riuscendo così più a dare lo stesso contributo nella costruzione della manovra offensiva.

Candreva non brilla, Lazaro non incide

Gara di grande sofferenza anche per gli esterni nerazzurri con Antonio Candreva (che a causa di infortunio ha lasciato il posto a Lazaro) e Cristiano Biraghi spesso schiacciati sulla linea dei difensori per contrastare le avanzate di Mkhytarian e Perotti, supportati dai terzini a trazione anteriore Aleksandar Kolarov e Leonardo Spinazzola (entrato dopo un quarto d'ora per sostituire l'infortunato Santon e autore anche di alcuni salvataggi provvidenziali nella ripresa) sempre pronti a supportare l'azione offensiva giallorossa anche se non brillano per precisione al momento del cross. I laterali meneghini invece faticano anche quando hanno la possibilità di proporsi in attacco con l'ex Fiorentina, autore di qualche iniziativa interessante, che si è fatto preferire ai due compagni che si sono alternati sulla corsia opposta.

Tabellino e voti

INTER (3-5-2): Handanovic 6; Godin 6.5, De Vrij 6.5, Skriniar 6; Candreva 5 (dal 46′ Lazaro 5), Vecino 6, Borja Valero 6 (dal 72′ Asamoah 5.5), Brozovic 5.5, Biraghi 6 (dal 88′ D'Ambrosio sv); Lautaro Martinez 6.5, Lukaku 5. All. Conte 6.

ROMA (4-2-3-1): Mirante 6.5; Santon sv (dal 16′ Spinazzola 6), Mancini 6.5, Smalling 7, Kolarov 6.5; Veretout 6, Diawara 6; Mkhitaryan 6 (dal 89′ Florenzi sv), Pellegrini 5.5, Perotti 5.5 (dal 68′ Dzeko 5.5); Zaniolo 6. All. Fonseca 6.5.