La Nazionale Italiana di Roberto Mancini vince e convince. Gli Azzurri hanno battuto la Bosnia a domicilio per 3 a 0 grazie ai goal di Acerbi, Insigne e Belotti e ha sempre gestito la gara senza lasciare agli avversari il pallino del gioco. Altra prestazione incoraggiante da parte della selezione italiana che si porta +11 sulla Finlandia seconda, raggiunge le nove vittorie consecutive in un anno solare e porta a dieci le gara vinte di fila, ufficiali e non: con questa affermazione il Mancio ha battuto il record di Vittorio Pozzo (9).

Difficile trovare un calciatore che abbia fatto male stasera tra gli Azzurri a Zenica, visto che la difesa ha sofferto pochissimo, a centrocampo l'inserimento di Tonali è stato molto positivo e davanti hanno disputato tutti una gara di grande concentrazione. Esordio per Castrovilli e Gollini: sono 22 i calciatori che hanno indossato per la prima volta la maglia azzurra nella gestione Mancini.

I migliori

Francesco Acerbi. Primo goal con la maglia della Nazionale per il difensore della Lazio che, da vero attaccante, ha ricevuto il pallone da Barella e dopo essersi portato il pallone sul destro ha battuto Sehic sul palo lontano. In fase difensiva solita gara ordinata e precisa, sia in chiusura che in impostazione. Crescita costante.

Federico Bernardeschi. Il jolly offensivo della Juventus è stato la vera spina nel fianco della difesa bosniaca mettendo in difficoltà con una cerca continuità, soprattutto nella prima frazione, Kolasinac. Riesce spesso a far cambiare passo alla squadra con i suoi strappi ma manca di freddezza negli ultimi metri. Domenica era uscito tra i fischi allo Stadium contro il Milan oggi il pubblico bosniaco gli ha riservato un lungo applauso alla sua uscita. ‘Applausi per Berna'.

Andrea Belotti. Dopo un buon primo tempo a servizio dei compagni, e con una sola conclusione pericolosa verso la porta avversaria, il numero 9 degli Azzurri ha siglato la sua quinta rete in queste qualificazioni raccogliendo una intelligente verticalizzazione e battendo Sehic con una bella conclusione. Uomo squadra.

Lorenzo Insigne. Fuori dal caos che sta interessando il Napoli in questi ultimi giorni il capitano degli azzurri sembra un altro calciatore. Gioca tranquillo, non esagera con i personalismi ed è bravo a trovare il passante giusto per il raddoppio. Le sue qualità non sono mai state in discussione e, a questo punto, i problemi sembrano essere altri e da cercare altrove. Revenant.

Sandro Tonali. Il CT aveva detto tempo fa di voler provare qualche calciatore nelle ultime gare con la qualificazione in tasca e così è stato: l'ottimo stato di forma del centrocampista del Brescia ha permesso a Roberto Mancini di farlo esordire dall'inizio e il numero 6 ha giocato la solita partita di personalità. L'assenza di Verrati non si è sentita. Testa e corsa.

Il pubblico di Zenica. Davvero belli gli attestati di stima del pubblico di casa nei confronti dei calciatori azzurri sostituiti da Mancini. Molto simpatico il siparietto che ha visto Ciro Immobile protagonista dei cori da parte dei supporter bosniaci: il centravanti della Lazio diverse volte si è affacciato per salutare i tifosi ed è parso molto divertito per questa situazione. Sportività e goliardia. 

I peggiori

Sead Kolasinac. Sulla sua fascia l'Italia è sempre pericolosa. Il terzino dell'Arsenal soffre le scorribande di Bernaderschi e Florenzi dalle sue parti e a parte qualche rara folata non è mai pericoloso in fase offensiva. Confusione.

Edin Visca. Era uno dei più attesi e temuti ma la costante spinta di Emerson Palmieri sulla sua corsia lo ha praticamente annullato. Sostituito da Hodzic poco dopo l'ora di gioco. NP