Archiviate le incomprensioni con Simone Inzaghi, Ciro Immobile è tornato ad essere un valore aggiunto per la Lazio. Anche dall'ultima deludente notte europea, l'attaccante campo è stato tra i pochi ad essersi salvato: merito della solita prestazione convincente e dell'immancabile gol segnato. Quello realizzato al Celtic è il quindicesimo centro, in quattordici partite stagionali: il terzo in Europa League.

Una rete che purtroppo non è servita ai biancocelesti per vincere, ma che ha comunque confermato l'ottimo momento del ventinovenne di Torre Annunziata: reduce da traversa e gol a San Siro contro il Milan, e atteso dall'impegno casalingo con il Lecce e dalla più che probabile convocazione a Coverciano con la Nazionale del commissario tecnico Roberto Mancini, per le gare in Bosnia (il prossimo 15 novembre) e con l’Armenia: a Palermo tre giorni più tardi.

Il ruolino di marcia di Lewandowski

Quarto nella speciale classifica della Scarpa d'Oro del 2018, e molti distante dalla ‘top ten' nell'ultima edizione vinta da Leo Messi, il centravanti laziale si è dunque già portato avanti segnando a ripetizione in questa prima parte della nuova stagione e piazzandosi alle spalle di un altro grande attaccante europeo. A far meglio di Ciro Immobile, è stato infatti solo Robert Lewandowski.

Il polacco del Bayern Monaco non ha risentito del cammino altalenante in Bundesliga della formazione bavarese ed è andato in gol in ben 21 occasioni in tutte le competizioni giocate dalla formazione campione di Germania. Per Immobile, al di là delle sue soddisfazioni personali, conta però solo la squadra: ora attesa da due partite europee decisive. "Ora serve un miracolo, perché non dipende solo da noi. Ci proveremo fino alla fine ma è difficile", ha dichiarato il bomber della Lazio, dopo la partita con il Celtic.