In attesa di novità dal mercato, e magari anche dalla presunta trattativa tra Elliott e Arnault per la cessione delle quote di maggioranza del club, il Milan ha cominciato il nuovo anno con il deludente pareggio interno con la Sampdoria: un risultato che ha nuovamente alimentato le polemiche e le critiche sull'attuale gestione della società milanese. Nel mirino di parte della tifoseria c'è infatti anche la dirigenza e lo stesso fondo Elliott, che fino ad ora ha investito tanto e raccolto nulla.

A contribuire ad aggravare la crisi milanista, cominciata con il progressivo disinteresse degli ultimi anni di Silvio Berlusconi, è stata la scellerata gestione cinese di Yonghong Li. "Comprare il Milan è stato qualcosa di incredibile – ha dichiarato a ‘Forbes', l'ex direttore esecutivo David Han Li – Il giorno dopo esserne diventati i proprietari, ci siamo resi conto di quanto fosse un onere per noi. L’ho capito da tifoso, ma soprattutto da dirigente. Il club richiedeva però 10 milioni di euro al mese per andare avanti, più di quello che ci si saremmo aspettati".

L'attacco alla stampa

L'ex braccio destro di Yonghong Li, anello di congiunzione tra la proprietà e il duo Fassone-Mirabelli, ha poi sparato a zero sulla stampa: "I media ci hanno massacrato e sempre a ridosso di eventi importanti. Ad esempio, nel novembre 2017, il New York Times ha pubblicato un articolo molto duro ed eravamo in procinto di firmare degli accordi per il rifinanziamento del debito e la cosa è proseguita anche quando eravamo a Londra per trattare con alcune banche il rifinanziamento. Mi chiedo come sia possibile che i media italiani avessero tutte quelle informazioni. I problemi non riguardavano i tifosi, ma le persone di alto livello, quelle importanti, quelle che avevano il potere di proteggere i propri interessi. Avrebbero fatto di tutto per stare lontani da noi e per tenerci fuori dal giro".

I dubbi su Elliott e il rifiuto di Berlusconi

"Nel febbraio 2018 chiesi a una delle persone di Elliott se loro fossero stati diretti responsabili della messa in atto di quegli attacchi mediatici e se avessero voluto prendersi il club – ha aggiunto Han Li – Ovviamente ha negato. Avevamo sentito parlare della reputazione del fondo, ma non ero sicuro che le storie fossero vere… fino alla fine! Tutto ciò di cui avevamo bisogno era il rifinanziamento del debito. Ma questo non è accaduto, non è filato liscio come ci aspettavamo".

"Volevamo riportare in alto il Milan sulla strada giusta e siamo rimasti sorpresi quando abbiamo visto che non c'erano ricavi dalla Cina – ha concluso l'ex dirigente rossonero – Berlusconi? L'avevamo invitato a diventare presidente onorario: all'inizio ha accettato, ma poi, pochi giorni prima della chiusura, ha detto di non poter accettare la nostra offerta".