Il pareggio del Napoli ad Anfield Road, e più ancora la prestazione degli azzurri che hanno bloccato i Liverpool, ha acceso i riflettori su Carlo Ancelotti. In Italia, complice l'andamento deludente della squadra, i risultati al di sotto delle attese e lo spogliatoio imploso, il tecnico di Reggiolo ha vissuto un periodo molto difficile. Cosa ne è stato dell'allenatore che ha vinto tutto? In Serie A qualcosa non va, in Europa quella stessa formazione che balbetta e stenta a trovare un'identità si trasforma ed è capace di mettere lo sgambetto ai campioni di Klopp: in quattro gare ufficiali tra l'edizione scorsa e quella attuale della Coppa il bilancio è di 2 vittorie per i partenopei, 1 sconfitta e 1 pareggio. E, a ben guardare la classifica del girone, a rischiare di più quest'anno sono proprio gli inglesi. La classifica avulsa racconta che, in caso di arrivo a pari punti (10), sarebbero proprio i Reds quelli in pericolo.

Ecco perché in Inghilterra, dove il Liverpool asfalta gli avversari, pensare ad Ancelotti è divenuto più di una ipotesi. Lo ha fatto anzitutto l'Arsenal, scontento del lavoro di Emery: i Gunners hanno aguzzato le orecchie rispetto alle notizie rimbalzate dall'Italia sulla crisi del Napoli e sulla posizione in bilico dell'allenatore che in caso di addio alla panchina partenopea non resterebbe a mani vuote. Un'ipotesi che, però, è lo stesso tecnico a smentire: "L'Arsenal? Sono voci – ha ammesso nell'intervista a BT Sport -. Ho i capelli bianchi e l'esperienza per capire che si tratta soltanto di voci. Io resto al Napoli, ovviamente".

Ancelotti ha un contratto fino al 2021, non è certo che possa rinnovare e prolungare la sua esperienza in Serie A. Pensieri e parole messe da parte in questo momento che fa da spartiacque con il passato recente: la qualificazione agli ottavi di finale di Champions era la cima, il punto dove scollinare. Il tecnico ci è riuscito e almeno per adesso le sue intenzioni sono andare avanti ancora col Napoli. Fino a dove? Dove lo porteranno il cuore e i risultati.