L'investimento Cristiano Ronaldo ha sì portato la Juventus in una nuova dimensione sportiva e finanziaria ma ha avuto un impatto devastante sui conti. L'equilibrio costi/ricavi è saltato, instabile. E la strategia adottata finora ha permesso al club solo di restare poco al di sopra della linea di galleggiamento (sul filo della necessità di esercitare plusvalenze e player trading per incrementare incassi). Al di là dell'entusiasmo per il riverbero sul brand qualcosa non va e il rischio che l'ingaggio di CR7 possa aggiungere altra zavorra è tangibile. La società ha sforato la soglia fissata dalla Uefa per restare nei parametri del Fair Play Finanziario: l'incidenza sul rapporto spese gestionali/entrate è di poco oltre il 70% (+1%) rispetto al tetto massimo previsto. Non un parametro gravissimo ma è la spia che il trend è pericoloso. Nessun altro club tra i più forti e ricchi d'Europa è in una situazione del genere, solo la "vecchia signora" si ritrova con i conti in rosso.

  • Uno studio svolto da Kpmg, e commissionato da RMC Sport, sottolinea le difficoltà economiche e le collega alle risorse bruciate per il sostentamento del campione portoghese: l'incremento dei costi del personale (a cominciare proprio dal cinque volte Pallone d'Oro) è salito a 327.8 milioni di euro provocando una perdita a bilancio di 39.9 milioni registrata nell'esercizio chiuso a giugno 2019.

I dati della situazione di tensione finanziaria

La Juventus ha fatto il passo più lungo della sua gamba? Secondo il rapporto dell'agenzia sì, tracciando la cornice del quadro di "tensione finanziaria" in cui versa la società nonostante un aumento (+16%) dei ricavi operativi (463.6 milioni) dai quali sono stati esclusi l'ammontare complessivo delle plusvalenze (127 milioni) e altre voci relative alla cessione temporanea di alcuni calciatori (i 18 milioni incassati dal trasferimento in prestito di Gonzalo Higuain). Senza questo artificio, la situazione sarebbe al collasso. Nemmeno sono sufficienti la crescita degli introiti relativi ai diritti tv (206.6 milioni) e al comparto commerciale (185.4 milioni, +30% grazie all'arrivo dell'ex stella del Real Madrid) per garantire una situazione più florida.

Il Ronaldo bond e l'aumento di capitale

Un anno fa, 19 febbraio 2019, il club aveva già emesso 175 milioni di euro di obbligazioni non convertibili sui mercati finanziari. "Ronaldo bond", così era stata definito quell'escamotage per dotare la società di risorse per la propria attività ottimizzando la struttura e la scadenza del debito. Il club annunciò il successo dell'iniziativa avendo raccolto ordini per 250 milioni di euro ma più di recente, per far fronte al "rosso" caricato sul bilancio 2018/2019 e su quello successivo, per supportare quegli investimenti che nella relazione vennero indicati come "obiettivi sfidanti", ha fatto ricorso a un aumento di capitale di 300 milioni di euro. La Juventus ha pensato così di "coprire le esigenze finanziarie dei prossimi dodici mesi e consolidare il patrimonio netto della società". È un salvagente – compreso lo stratagemma del player trading e delle plusvalenze – al quale resta aggrappata ma pur sempre con l'acqua alla gola.