La rivelazione di Jardel: “Mi drogavo, ma solo in estate per evitare l’antidoping”
Quando nel gennaio del 2004 arrivò in Italia dopo la chiamata dell'Ancona, Mario Jardel non era già più quel campione che tutti avevano apprezzato ai tempi della sua esperienza al Porto. Sbarcato nelle Marche con l’appellativo di "Supermario" e con la fama di essere la bestia nera del Milan (al quale rifilò quattro gol in cinque partite di Champions, con la sua ex squadra portoghese e con il Galatasaray), l'attaccante brasiliano fece giusto in tempo a scendere in campo in tre occasioni con la formazione allora allenata prima da Sonetti e poi da Galeone, senza dare il suo contributo alla permanenza in Serie A.
A distanza di anni, e dopo aver ammesso nel 2008 di far uso di cocaina, il 45enne brasiliano è ora tornato a farsi vivo con una rivelazione particolarmente importante: "Sono entrato nel mondo della droga per curiosità quando giocavo in Europa – ha spiegato Jardel in un'intervista al canale YouTube ‘Philado' – Ho iniziato a consumarla regolarmente quando ero in vacanza perché durante le competizioni ci sarebbero stati i controlli antidoping".
La dipendenza di Jardel
Passato alla storia per essere arrivato in Italia con qualche chilo di troppo e per la clamorosa gaffe in occasione del suo debutto con l'Ancona (a causa degli stessi colori sociali, invece di raccogliere l'applauso degli ultrà marchigiani andò a salutare la curva dei tifosi del Perugia), Mario Jardel ha poi puntato il dito contro il mondo del calcio: colpevole, a suo dire, di averlo "aiutato" a prendere la strada sbagliata.
"È uno dei problemi del calciatore. Hai un sacco di soldi e ci sono molte trappole, amicizie, tentazioni e curiosità – ha concluso l'attaccante brasiliano – Ora sono libero da quelle sostanze e mia moglie è stata fondamentale in questo. Era al mio fianco anche nei momenti più complicati. Ora voglio dare ai miei figli una buona immagine e dandomi da fare anche nel sociale in modo che i giovani non commettano gli errori che ho fatto io".