La maledizione continua. L’Argentina perde per il secondo anno consecutivo la finale della Copa America ai rigori con il Cile e resta ancora a bocca asciutta. La vittoria ottenuta nella Copa del 1993 resta ancora l’ultimo successo di sempre dell’albiceleste. Per Messi e compagni è una brutta batosta. Perché per il terzo anno consecutivo l’Argentina perde una finale e per la quarta volta nelle ultime cinque edizioni la Seleccion perde nell’ultimo atto della Copa America. E resta anche la ‘personalissima’ maledizione della Pulce’, ancora senza trofei con la nazionale.

Nello sport non vince sempre la squadra più forte e quindi non deve stupire che il Cile per la seconda volta di fila è riuscito a prevalere in finale contro una squadra che ha in rosa Leo Messi, il miglior giocatore del mondo, ma anche attaccanti fenomenali come il ‘Pipita’ Higuain, Di Maria e il ‘Kun’ Aguero. Ma nonostante l’imprevedibilità dello sport non si capisce come l’Argentina non sia riuscita a vincere nessun trofeo internazionale negli ultimi ventitré anni. Nemmeno il ‘Tata’ Martino, che tra l’altro perde la terza finale di fila di Copa America (nel 2011 da c.t. del Paraguay fu sconfitto per 3-0 dall’Uruguay), è riuscito a sovvertire i risultati di questi ultimi due decenni.

L’Argentina colleziona sconfitte dolorose in finale. Nel 2014 un gol di Gotze ai supplementari spezzò il sogno dell’Albiceleste. Mentre dal 2004 a oggi sono addirittura quattro le finali perse in Copa America, ben tre ai calci di rigore! E in mezzo c’è un’altra dolorosa eliminazione, ai quarti, nella Copa organizzata in casa nel 2011. Anche in quel caso, il k.o. arrivò dagli undici metri (sbagliò Tevez).

Lo scorso anno sul banco degli imputati finì Higuain, che si divorò un gol nei supplementari e fallì il primo rigore. Questa volta dietro la lavagna, incredibile ma verissimo, ci finisce Leo Messi. La stella dell’Argentina, che per Maradona non sarebbe dovuto tornare in patria in caso di sconfitta, che aveva detto alla vigilia di voler cambiare la storia recente della sua nazionale, è stato il primo giocatore del ‘Tata’ a presentarsi dal dischetto. Messi ha battuto dopo la parata di Romero sul tiro di Vidal, di fatto la condizione ideale. Ma il 10 del Barcellona ha calciato alle stelle ed ha di fatto rivitalizzato i cileni, che da quel momento non hanno sbagliato più. Biglia poi si è fatto ipnotizzare da Bravo prima del gol della vittoria del ‘Gato’ Silva.