Sono passati pochi giorni dal brutto episodio di razzismo di Verona, quando Mario Balotelli ha tirato il pallone verso uno spicchio di tifosi scaligeri. L'attaccante del Brescia è finito ancora una volta al centro di un brutto episodio di discriminazione ma questa volta la sua reazione è stata forte e in tanti hanno condannato ciò che è accaduto. Quanto avvenuto al Bentegodi ha fatto il giro del mondo ma il tema "razzismo" è sempre più al centro dei dibattiti sportivi visti i tanti episodi che si stanno susseguendo nei nostri stadi. Proprio per questo motivo i ragazzi di Crotone, studenti di prima media dell’Istituto Comprensivo Giovanni XXIII, hanno voluto scrivere una lettera a Balotelli raccogliendo pensieri individuali e di gruppo sul razzismo e su quello che significa essere cittadini italiani nel 2020.

La lettera degli studenti a Balotelli

Questo il testo che hanno scritto gi studenti calabresi all'attaccante del Brescia:

Caro Mario, le offese e i cori vergognosi ricevuti da te nelle scorse settimane, ci hanno fatto riflettere molto. Così, dopo averne discusso in classe e avere stabilito che per tutti noi il sentimento dell’intolleranza dovrebbe sparire, abbiamo deciso di scriverti e dirti ciò che pensiamo. È stato messo in discussione il tuo essere italiano… ma proprio chi ha intonato quei cori razzisti non può definirsi un vero italiano, visto che la nostra Costituzione ha tra i suoi principi fondamentali l’articolo 3 che recita: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali». Inoltre a nostro parere tu, con la tua simpatia e il tuo essere affettuoso con i compagni di squadra, incarni perfettamente l’essere “ITALIANO”. Di certo non conta il colore della pelle! È la tua lotta contro il razzismo che ti dichiara vero cittadino italiano. E se fossero stati loro ad essere insultati? Ci chiediamo: “Chi ti ha offeso con tale atteggiamento quale insegnamento crede di dare ai propri figli? E che tipo di educazione avrà ricevuto dai propri genitori?”. A noi viene da pensare che in realtà la loro violenza nasconda una debolezza, forse quella di essere gelosi di te che sei un vero campione! Hanno fatto di tutto per farti provare vergogna, ma la vera vergogna sono loro. Vorremmo farti sapere che noi lotteremo con te contro ogni forma di razzismo, dunque non lasciarti abbattere perché non sarai solo. Rimani te stesso e affronta tutto e tutti a testa alta. Ti rendi conto di quanto è figo essere diversi e quindi unici? Noi in classe siamo in 23, tutti diversi gli uni dagli altri per i nostri caratteri e le nostre facce, ma tutti uguali per i diritti! La tua forza ed il tuo valore li dimostri in campo e per noi vali di più di ciò che credi, dunque non sottovalutarti mai. Vogliamo salutarti con un motto scout: «Siamo dello stesso sangue fratellino tu ed io».

Un caloroso abbraccio dalla 1° C dell’Istituto Comprensivo Giovanni XXIII di Crotone.