Non è un grande momento per la Bosnia. Dopo la sconfitta contro l'Armenia il commissario tecnico Robert Prosinecki si era dimesso ma la federcalcio bosniaca gli ha chiesto di restare e l'allenatore croato ha accettato. L'ex calciatore di Dinamo Zagabria, Stella Rossa, Real Madrid e Barcellona ha accolto l'invito del direttivo della federazione, riunitosi oggi a Sarajevo, e in una conferenza ha spiegato le motivazioni:

Avevo detto che non qualificarci all'Europeo con questa squadra sarebbe stato un fallimento, e quando dopo la sconfitta in Armenia le nostre chance si sono ridotte al minimo mi sono assunto la responsabilità. Ma ho deciso di non deludere i dirigenti che mi chiedono di restare, finché c'é una pur minima possibilità di qualificarci. Abbiamo tutte le qualità per farlo.

Prosinecki ha ammesso di aver "commesso errori, sia nel motivare i giocatori sia nelle scelte", ma dalla federazione ha ricevuto "pieno sostegno e ho deciso di restare alla guida della squadra. Sarebbe stato facile andarsene e dire che tutto è finito, ma ho deciso di rimanere fino alla fine”.. Dopo la richiesta della federazione Prosinecki ci ha ripensato e ha deciso di rimanere al timone della selezione tenendo accesa la speranza della qualificazione ad Euro 2020.

La situazione del gruppo J

La Bosnia attualmente occupa la quarta posizione nel gruppo J con 7 punti: il girone è guidato dall'Italia a 18 punti che precedono la Finlandia (12) di 5 punti cinque e al terzo c'è l'Armenia a 9. La nazionale di Robert Prosinecki si trova a -5 punti dalla squadra che occupa la seconda posizione della classifica, l'ultima valida per qualificarsi agli Europei del 2020.

Nelle ultime due partite le nazionale bosniaca ha prima battuto per 5 a 0 il Liechtenstein in casa e poi ha perso per 4-2 in Armenia: quest'ultimo risultato ha allontanato la selezione di Prosinecki dall'obiettivo ma le prossime sfide con Finlandia e Grecia possono riapre tutti i giochi.