L’Udinese insegna come si fa calciomercato alle grandi d’Europa

63 milioni euro in una manciata di giorni. Questo è il bilancio – strepitoso – dell'Udinese della famiglia Pozzo. Roba da far impallidire gli affari di tutte le altre società di Serie A e d'Europa soprattutto in un momento economico in cui far cassa sembra quasi impossibile e tutti si accavallano a cercare talenti a metà costo o a parametro zero. Certo, si sta parlando di soldi in entrata per giocatori che lasciano la squadra indebolendola, ma ciò che sta accadendo oggi in Friuli è elemento di studio in materia d'affari.

CESSIONI DA RECORD – A realizzare quella cifra in entrata sono state le cessioni – oramai certificate anche se in attesa dell'ufficializzazione nero su bianco – di soli tre giocatori: Alexis Sanchez, Cristian Zapata e Goran Inler. A manovrare il tutto, la famiglia Pozzo che ha saputo capitalizzare al massimo l'esplosione di tre talenti acquistati a loro tempo a cifre davvero imbarazzanti leggendo quelle per cui vengono cercati e che hanno fatto la fortuna dell'Udinese nell'ultima stagione trascinandola in Champions League – con altri importanti emolumenti entrati nelle casse societarie bianconere.
UN MARAVILLA DA 40 MILIONI – A farla da padrone è stato Alexis Sanchez, il cileno ‘maravilla' che sta trascinando la sua Nazionale in Coppa America e che per mesi è stato l'oggetto del desiderio di mezza Europa. Da tempo, oramai, Sanchez si è promesso al Barcellona tanto che in Spagna – senza attendere nemmeno la firma sul contratto – lo trattano da azulgrana inserendolo nelle formazioni del Barça 2011-2012 senza colpo ferire. Anche a Udine non smentiscono, in attesa però di vedere il contratto e realitva remunerazione in cassaforte. Un affare senza precedenti per Pozzo. Quando Alexis Sanchez arrivò in Italia da semisconosciuto valeva ben poco, circa 3 milioni di euro. Era il 2007. L'Udinese trattò il giocatore senza alcun inserimento di altre società e ingaggiò Sanchez dal Deportes Cobreola. Oggi, il giocatore vale 40 milioni di euro, in pratica un investimento che ha fruttato in quattro anni, quindici volte tanto permettendo allo stesso Guidolin di potersi ‘accontentare' di vedere parte di quella somma reinvestita nel mercato odierno, alla ricerca di altri talenti da crescere e maturare.

IL PLUSVALORE DI INLER E ZAPATA – Stesso discorso per gli altri due giocatori, approdati a Udine tra l'indiferrenza degli addetti ai lavori, esperti di mercato che non hanno però saputo valutare prevenendo, le doti e le potenzialità di Zapata e Inler. Sempre nel 2007 – l'anno dell'acquisto di Sanchez – i Pozzo prelevarono un altro giocatore a costi ridotti: Goran Inler, un centrocampista svizzero che militava nello Zurigo. Costo dell'operazione: un milione di euro. Oggi, Inler è del Napoli come uno dei pezzi da 90 del mercato, approdato sotto il Vesuvio per colontà del presidente De Laurentiis che, dopo averlo promesso ai tifosi, l'ha pagato a peso d'oro: 15 milioni di euro. Anche in questo caso, il plusvalore per l'Udinese è di 15 volte il valore iniziale in quattro anni. Cristian Zapata è arrivato a Udine nel 2005 dal deportivo Calì. per il difensore, venne versata la cifra di 500 mila euro. Oggi, il Villarreal ha ingaggiato Zapata, con il giocatore colombiano valutato una cifra attorno ai 6 milioni di euro. E anche in questo caso, il successo dell'operazione è indiscutibile.
IL SEGRETO DEL SUCCESSO – Insomma, mentre Milan, Juve, Inter e le altre si dannano l'anima per ingaggiare i fenomeni del momento, l'Udinese attua una politica di ripiego più che redditizia. Ma come fa? Nessuna magia e nessun mistero, solamente tanto lavoro e gli uomini giusti al posto giusto. Che la famiglia Pozzo sia nata per gli affari è evidente da sempre perchè da sempre a Udine nascono e si forgiano campioni poi pornti ai grandi salti. A capo della struttura tecnica dei friulani oggi c'è Fabrizio Larini che nel giugno del 2010 è subentrato a Sergio Gasparin, e che fa capo come Direttore Sportivo ad un lungo elenco di osservatori sparsi per tutto il globo.

E poi c'è Francesco Guidolin un allenatore e un uomo capace di saper lavorare senza i riflettori puntati in volto, nella calma e nella quiete friulana dando spazio e valorizzando i giocatori a propria disposizione al di là delle nomee e della fama.
NUOVI TALENTI CRESCONO – Così, bisogna guardare al modello-Udinese, una società capace di fare utile laddove tutti vanno in passivo e lottano con i bilanci. Adesso, la squadra si è privata di tre big, ma altri fenomeni sono pronti a spuntare. Primo tra tutti, Armero: altro colombiano difensore (come Zapata), prelevato per poce centiania di migliaia di euro a inizio 2010 dal Palmeiras e in pochi mesi salito alle cronache come uno dei più forti e fisici giocatori di fascia dell'Udinese e della serie A tanto da meritarsi le attenzioni delle big. Ma i nuovi Sanchez e Inler si nascondono dietro ai nomi – quasi mai sentiti prima – dei nuovi arrivati: Mangala (Standard Liegi), Neuton (Gremio), Sissoko (Troyes), Doubai (Young Boys), Larangeira (Palmeiras) e Piriz (Nacional Montevideo). Proprio sul giovane centrocampista ex Young Boys, gli esperti indicano il nuovo Inler. Per il nuovo Sanchez bisognerà aspettare ancora. Ma conoscendo la famiglia Pozzo, ancora per poco.