L’amichevole tra Belgio e Portogallo si giocherà: a campi invertiti
Una notizia che è uno schiaffo in faccia a terroristi e attentatori: il calcio non si ferma e mentre in Belgio si prova a rialzarsi immediatamente a poche ore dalle bombe che hanno sconvolto Bruxelles, dalla federcalcio belga arriva la conferma che la partita in programma con il Portogallo non verrà annullata. Si giocherà comunque, anche se a campi invertiti, in Portogallo a Leiria. Davanti alla proposta della federcalcio lusitana non c'è stato alcun tentennamento: si va avanti, a testa alta con la morte nel cuore ma con la convinzione che contro chi vuole seminare morte, panico e terrore l'unica risposta vera è proseguire la vita di tutti i giorni. Di cui il calcio fa parte.
Dopo le conferme che sono arrivate dalla Francia di voler disputare gli Europei a porte aperte, anche se vi saranno incredibili programmi di sicurezza, è così arrivata un'altra spallata a chi semina il terrore: Belgio e Portogallo onoreranno l'impegno preso mesi fa e scenderanno in campo anche se a qualche migliaia di chilometri di distanza da Bruxelles. La decisione è stata presa in coordinamento con le autorità e la Federcalcio portoghese che si è resa immediatamente disponibile all'evento. Oggi pomeriggio alle 16.30 la nazionale belga si allenerà regolarmente nello stadio Re Baldovino di Bruxelles, provando a concentrarsi nel proprio lavoro quotidiano mentre in città si continuano a contare i feriti degli attentati e si dà la caccia ai terroristi in fuga.
Nell'allenamento odierno, anche per motivi di sicurezza non sarà però consentito l'accesso a tifosi e media. Poi, alle 18.30, il tecnico federale Marc Wilmots terrà una conferenza stampa presso la sede della federazione belga dove parlerà come consueto della partita e di come pensa di affrontare il Portogallo. In un primo momento si era invece optato per una immediata sospensione dell'amichevole in una città dilaniata dalle bombe e che non sarebbe stata in grado di gestire un evento di tale portata pochissimo tempo dopo gli attentati. Invece, come accadde anche in occasione degli attacchi a Parigi, il calcio ha confermato di continuare la sua personale battaglia al terrorismo: non fermandosi.
