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L’Adriatico come Wembley: per il Milan c’è in ballo la Champions League!

Vincere a Pescara per blindare la qualificazione Champions. Il Milan di Allegri è atteso da una finalissima da non sbagliare. In caso di vittoria, per la Fiorentina sarebbe molto difficile agganciare il terzo posto.
A cura di Alberto Pucci
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Allegri torna a casa – Non fatevi ingannare dall'incipit di questo articolo perchè, per la gioia del tecnico rossonero e di Galliani, non parleremo dell'allontanamento (sempre più probabile, tra l'altro) del bravo allenatore toscano. Per quello ci sarà tempo. Per conquistare il terzo posto, invece, ce n'è molto meno. Siamo al "dentro o fuori" per il Diavolo, all'ultimo turno di battuta per chiudere "game, set and match". Dopo il successo contro il Torino, giunto nella partita peggiore di queste ultime settimane rossonere, l'undici di Allegri avrà la chance, battendo il Pescara, di mantenere (come minimo) il vantaggio sulla Fiorentina. Un + 4 che, a due giornate dal termine, sarebbe praticamente difficile da colmare anche per i Montella's boys: ragazzi che, nel corso della stagione, hanno dimostrato di meritare (quanto il Milan) l'approdo alla massima competizione continentale. La sfida di domani diventa quindi fondamentale. "Sono convinto che se vinciamo all'Adriatico ce la facciamo" ha dichiarato alla stampa Adriano Galliani, che poi ha trovato il modo di glissare, per l'ennesima volta, sulla questione relativa al tecnico rossonero: "Basta, rischia di diventare un tormentone". Allegri che, domani sera, tornerà a calcare un manto erboso a lui familiare: proprio in quello stadio, e con la maglia del Pescara, segnò al Milan di Fabio Capello nel pirotecnico 4-5 del Settembre 1992.

Gol, cartellini e multe – Quella di domani sera sarà, per Mario Balotelli, la sua presenza numero undici in questo campionato. Inutile sottolineare l'impatto che l'ex Inter e Manchester City, ha avuto nella corsa al terzo posto del Milan. "Super Mario" è arrivato proprio all'inizio della flessione di El Shaarawy: una coincidenza fortunata che ha permesso ad Allegri di continuare ad avere la stessa potenza di fuoco e le stesse chance di qualificazione Champions.

“ Con Allegri mi trovo da Dio! ”
Mario Balotelli
Ciò che preoccupa, invece, è la situazione caratteriale del giocatore che, dopo un inizio "soft", pare essere tornato a diventare un peso per Mario che, in queste poche apparizioni in serie A, ha già raccolto 6 cartellini gialli, due turni di squalifica e una possibile multa dalla società, per essersi tolto la maglia dopo il gol al Torino. Preoccupa anche il momento negativo di El Shaarawy, sostituito anche domenica dopo una prestazione irriconoscibile. Il Faraone è dolente ad una caviglia ma, cosa ancor peggiore, sembra aver perso quelle giocate che lo avevano fatto diventare uno degli "untouchables" rossoneri. L'avversario pare, infatti, aver studiato e capito i movimenti dell'italo-egiziano e l'effetto "sorpresa" nelle giocate di El Shaa, che aveva garantito gol e punti al Diavolo, sta pian piano scomparendo. E' il classico "digiuno da gol" a zavorrare idee e muscoli del giovane talento milanista? Allegri e Prandelli contano di trovare risposte, in queste ultime tre partite di campionato.
Il primo "miracolo" di Abbiati, su Barreto.
Il primo "miracolo" di Abbiati, su Barreto.

Caffè pagato per Bucchi, offre Abbiati – Se il club di Via Turati è vicino ai preliminari di Champions League, lo deve anche a Christian Abbiati che, domenica pomeriggio, aveva la tuta di Superman, sotto la maglia rossonera. I due miracoli del portiere hanno infatti tenuto in piedi la baracca e spinto Galliani a confermare (o meglio, rinnovare) il numero 32 rossonero. Anche per lui, come per il suo allenatore, la partita contro il Pescara avrà un sapore particolare. Abbiati si troverà di fronte Christian Bucchi che ha avuto un ruolo fondamentale nella vita sportiva del portiere nato alle porte di Milano. Per avere le idee più chiare, bisognerebbe riavvolgere il nastro fino alla stagione del tricolore rossonero, firmato dal "sarto" Zaccheroni. In quella stagione, Bucchi militava nel Perugia e Christian faceva da secondo a Sebastiano Rossi, uno che dalle parti di Milanello ha scritto pagine indimenticabili di storia milanista. Un'icona del popolo del Diavolo che, però, in quella stagione macchiò la sua fedina penale sportiva con un "gancio cielo" su Bucchi, dando il via alla carriera del suo giovane collega. Sono due le date da ricordare: 17 Gennaio 1999 e 23 maggio 1999. Nella prima, Abbiati fece il suo debutto in Serie A, sostituendo Rossi espulso dopo la follia sull'ex attaccante umbro. Nella seconda vinse il suo primo Scudetto, al "Curi" di Perugia, respingendo il tiro del 2 a 2 proprio all'attuale allenatore abruzzese. Un deja-vu mica da poco per Abbiati che, con le sue prodezze di domenica, ha chiuso la porta in faccia anche alla concorrenza (Diego Lopez, compreso) e permesso alla dirigenza milanista di concentrarsi sulla ricerca di difensori e centrocampisti. Il portiere c'è, ed è anche buono. Chiedetelo a Barreto!

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