Siamo di fronte, con ogni probabilità, al miglior 2000 della nostra serie A e a uno dei migliori a livello europeo. Un exploit con i fiocchi per Dejan Kulusevski: un nome che, agli osservatori più attenti, non sarà sfuggito già sul finire dello scorso campionato, quando il tecnico dell'Atalanta Gasperini cominciò a riservargli prima giudizi lusinghieri, per poi passare dalle parole ai fatti facendolo esordire in prima squadra per complessivi 102′ di campo (distribuiti in tre presenze).

Alcuni indizi sul suo possibile impatto sul Parma (una segnalazione ve l'avevamo data anche noi il 23 agosto scorso), dunque, erano da ricercare direttamente in quell'indicazione offerta da un tecnico in grado, negli ultimi anni, di lanciare pedine di primo livello dal vivaio atalantino (si pensi a Kessié, Conti, Gagliardini, Caldara e Mancini, solo per citarne alcuni). Il resto è storia recente. Il ragazzo, di padre svedese e madre macedone, nativo di Stoccolma, in estate è stato ceduto in prestito secco al Parma che, nell'affare, è stato "costretto" a rilevare anche il cartellino di Cornelius.

Subito titolare all'esordio con la Juventus

Sulla carta avrebbe dovuto quindi affrontare un periodo di apprendistato in una squadra che sul piano tattico non prevedeva una presenza tra le linee e che, nell'ideale 4-3-3 – modulo salvezza dello scorso anno – già contava sulle conferme di Gervinho e Siligardi e sugli arrivi di Karamoh e Sprocati. E invece Dejan, scovato dall'Atalanta nel settore giovanile del Brommapojkarna nel 2016, ha subito conquistato la fiducia di D'Aversa e rubato la scena dall'esordio in campionato con la Juventus. Subito una maglia da titolare, per 57′ di campo, a cui seguono altre 7 presenze dall'inizio per un rendimento cresciuto in maniera esponenziale, gara dopo gara, fino alla super prestazione di ieri con il Genoa.

Statistiche con i fiocchi

Un andamento che, da un punto di vista numerico, si traduce in otto presenze, per complessivi 640′ di campo, a fronte di due gol (contro Torino e Genoa) e cinque assist (2 contro Udinese e Genoa, uno contro il Torino), per un rendimento che gli ha permesso di mettere insieme una media di 6,56 e una fantamedia di 7,84. Proprio quest'ultimo valore colloca il centrocampista del Parma nella top-10 del reparto, alle spalle di Gomez (8,56), Sensi (8,07), Mancosu (8,07), Pulgar (8) e Ribery (8), tre dei quali (ad eccezione dei mediani puri Sensi e Pulgar) occupano una posizione tattica decisamente più avanzata.

Ritorno all'Atalanta da uomo mercato

Il futuro, quindi, sembra essere assolutamente dalla parte di questo talento svedese che nella prima esperienza nell'Under 17 dell'Atalanta realizzò 17 reti, per poi essere promosso direttamente in Primavera, esperienza di due stagioni chiuse entrambe in doppia cifra nel complessivo di gol e assist (5 e 10 nel 2017-2018, 8 e 10 nel 2018-2019). Un ulteriore indizio dei suoi margini di miglioramento ancora ampi e che potrebbero portarlo a incrementare ulteriormente i bonus sin qui ottenuti nell'arco di otto gare. Trequartista capace di operare anche in posizione più decentrata, ha visione di gioco, doti tecniche che coniuga con una buona predisposizione anche in copertura. Elemento di lotta e di governo, a fine anno farà ritorno all'Atalanta, da cui potrebbe anche ripartire immediatamente per l'ennesima grande plusvalenza da ascrivere al vivaio nerazzurro.