Dal gol alla Juventus nel finale allo scudetto perso nell'albergo a Firenze. Kalidou Koulibaly riavvolge il nastro della stagione appena conclusa e ricorda le emozioni di un torneo palpitante, giocato testa a testa contro i bianconeri abbattuti in casa con quella testata a tempo quasi scaduto che sembrava aver riaperto i giochi per il titolo. La pellicola, però, s'è interrotta sul più bello. Al Franchi la cesura è stata netta: cartellino rosso dopo pochi minuti, addio sogni di gloria e ‘the end' che campeggia su un ciclo iniziato cinque anni fa con Rafa Benitez e poi sublimato da Sarri nella grande bellezza del gioco apprezzato (anche) in Europa.

Lo scudetto? La verità è che l'abbiamo perso quando non abbiamo vinto contro Sassuolo, Milan, Chievo – ha ammesso Koulibaly nell'intervista a So Foot -. Anche se giocare sempre dopo la Juve non era facile, perché influisce sulla pressione per il risultato. Così come assistere alla sconfitta dell’Inter con la Juve è stato difficile. Il gol allo Stadium? Non mi ricordo più cos’è successo dopo il gol.

K2 – così è soprannominato dai tifosi per la sua stazza – nelle prossime settimane sarà protagonista al Mondiale di Russia 2018 con il Senegal: vivrà l'esperienza con un orecchio rivolto al mercato, considerato che il Chelsea mai ha spento i riflettori su di lui e potrebbe decidere di piazzare l'affondo con l'arrivo proprio dell'ex tecnico azzurro in panchina.

All’inizio però non mi teneva nella giusta considerazione e per questo chiesi di essere ceduto. La società però si oppose e fece di tutto per trattenermi. Quando giocavo, anche se molto stanco, facevo il possibile pur di non uscire dai titolari. Sarri mi ha trasmesso un’altra visione del calcio. Certi allenamenti sono da pazzi. Futuro? Ho ancora tre anni di contratto. E quando arrivai a Napoli De Laurentiis voleva uno sconto perché ero di dieci centimetri più basso rispetto a quanto aveva visto su internet.

L'episodio dello striscione ("il mio capitano ha sangue italiano") apparso in Svizzera durante l'amichevole tra Italia e Arabia Saudita (e rivolto a Balotelli che potrebbe diventare capitano degli Azzurri) ha risollevato il pregiudizio razziale che negli stadi della Serie A ha fatto più volte capolino. Ne fu vittima anche lo stesso Koulibaly in occasione di una gara giocata all'Olimpico contro la Lazio.

Difficile far finta di niente. Ma quel giorno un bambino laziale si scusò per quanto successo. Gli regalai la maglia. La domenica successiva i tifosi del Napoli vennero allo stadio con delle maschere con il mio volto ritratto per mostrarmi solidarietà. Il problema è di tutto il Paese e non è solo contro le persone di colore. Anche i napoletani lo subiscono, perché gente del sud.