Sbagliare è umano perseverare è diabolico. Nikola Kalinic ha disputato senza dubbio la peggior annata della sua carriera. Un calvario la stagione con il Milan, tanta panchina, pochi gol, tante delusioni e pure una sfortunata autorete nella finale di Coppa Italia. Nonostante ciò però il croato viene convocato per i Mondiali, ma dopo la prima partita è stato cacciato dalla sua nazionale, che adesso è in finale. La scelta fatta il 16 giugno durante il match tra Croazia e Nigeria se la ricorderà per sempre.

L’annus horribilis di Kalinic. Di questi tempi un anno fa il Milan lo comprava dopo la frattura insanabile tra Kalinic e la Fiorentina, che presentò un certificato medico per non allenarsi con i viola lo scorso pre-campionato. Con i rossoneri ha avuto uno score pessimo: 6 gol in 41 partite, coppe incluse. Tanti errori, nessun feeling nemmeno con il pubblico di San Siro che gli ha riservato grossi fischi. E come se non bastasse tutto ciò qualche screzio con il tecnico Gattuso. Il Milan alla fine della stagione decide di metterlo sul mercato, si parla per lui di Spagna, con Siviglia e Atletico Madrid interessate a lui. Ma con i Mondiali si congela tutto.

Kalinic in Russia ci va, ma evidentemente non ha molta voglia o forse si considera superiore rispetto a Rebic o Kramaric e quando il c.t. Dalic lo chiama e gli dice di prepararsi per entrare in campo nei minuti finali di Croazia-Nigeria lui dice di no. Il gran rifiuto. La Croazia vince 2-0. Dalic e i suoi lavano i panni sporchi in privato. I senatori e il tecnico decidono che il gruppo viene prima di tutto e Kalinic viene rispedito a casa. Probabilmente l’attaccante è andato in vacanza, ma non ha potuto non vedere e non sapere che la Croazia è in finale. Il web sta ironizzando parecchio e certamente anche Kalinic si sarà pentito. E chissà se la medaglia che gli spetta un giorno gli sarà recapitata.