Campionato in archivio per fare spazio alle Nazionali impegnate nelle gare di qualificazione ai prossimi Europei. Sono già sette le giornate di questa entusiasmante Serie A 2019/2020, per le compagini del massimo campionato è tempo dunque per un primissimo bilancio. Nello specifico in questa occasione andremo a vedere qual è lo stato dell’arte del nuovo progetto tecnico della Juventus con Maurizio Sarri in panchina.

Sprazzi contro Napoli e Atletico, contro l’Inter la prima ‘vera’ Juve di Sarri

Unica squadra italiana ancora imbattuta in stagione la Juventus di Maurizio Sarri battendo l’Inter a San Siro nell’ultimo turno di campionato si è ripresa la vetta della classifica di Serie A. Situazione idilliaca anche in Champions League dove i bianconeri sono già in testa al girone avendo pareggiato (con qualche rammarico) sull’ostico terreno dell’Atletico Madrid del “Cholo” Simeone e surclassato i “tikitakeggianti” tedeschi del Bayer Leverkusen all’Allianz Stadium.

Dopo un avvio in cui le idee di gioco del nuovo allenatore si erano viste in campo soltanto a sprazzi, soprattutto nelle gare contro il Napoli di Carlo Ancelotti e i Colchoneros, messo momentaneamente da parte il 4-3-3 (anche per l’indisponibilità di Douglas Costa), si è passati al 4-3-1-2 con buoni risultati culminati nel big match contro l'Inter dove si è vista per la prima volta l'impronta di Sarri su tutti i novanta minuti di gioco.

La continua pressione alta (anche quando in vantaggio al novantesimo) per tentare di recuperare il pallone sulla trequarti avversaria e non permettere una facile uscita dal basso agli avversari, i 100 palloni toccati (quasi tutti con qualità) dal regista Miralem Pjanic, gli scambi nello stretto che esaltano la grande abilità tecnica di calciatori come Paulo Dybala e Cristiano Ronaldo, e, ciliegina sulla torta, l'azione tessuta con 24 passaggi che ha portato al gol del ritrovato Gonzalo Higuain, sono le prove più oggettive di come la “restaurazione sarriana” della Vecchia Signora abbia già raggiunto uno stadio avanzato.

Difesa sulle palle inattive e uomini non ancora pronti: cosa (ancora) non va

Passiamo adesso a guardare l’altro lato della medaglia, cioè quello delle cose che ancora non convincono della nuova Juventus di Maurizio Sarri. Indubbiamente c’è ancora qualcosa da sistemare nella fase difensiva con i bianconeri che commettono ancora qualche errore di troppo concedendo chance agli avversari soprattutto sulle palle inattive dove, evidentemente, non sono stati del tutto assimilati i principi della marcatura a zona. L’ambientamento del giovane difensore olandese Matthjis de Ligt procede a vele spiegate, ma c’è ancora tanto su cui lavorare. Altro difetto, sul quale il nuovo tecnico dovrà concentrare i propri sforzi, è quello che riguarda alcuni uomini che ancora faticano a giocare all’elevato ritmo che richiede la trasposizione sul campo dei suoi principi calcistici: Adrien Rabiot e Federico Bernardeschi quelli che al momento sembrano più in difficoltà.

Cosa serve a gennaio?

Mancano ancora poco meno di tre mesi all’apertura della sessione di mercato invernale ed è dunque difficile fare previsioni su come (e se) si muoverà la Juventus.. Stando alla situazione attuale servirebbero un terzino (anche se Danilo e De Sciglio dovrebbero tornare a disposizione già dopo la sosta) e un attaccante che possa dare il cambio a Cristiano Ronaldo quando avrà bisogno di riposare (qualora non partisse si potrebbe provare a “reintegrare” Mario Mandzukic che ha già dimostrato di poter giocare bene sia al fianco di Higuain che di Dybala). A centrocampo invece, se Rabiot dovesse continuare a non convincere Sarri, servirebbe trovare sul mercato un’alternativa valida a quel Blaise Matuidi che al momento appare imprescindibile per l’equilibrio della squadra.