Un lungo applauso lo ha accolto quando è spuntato dalla pancia dello Stadium ed è andato a prendere posto nella panchina del Bologna. È la quarta panchina in questa Serie A per Sinisa Mihajlovic. In occasione della sfida di Torino il ‘combattente' serbo siede vicino ai suoi ragazzi che mai l'hanno lasciato in questi primi mesi difficili e ora proverà a fare lo sgambetto alla Juventus di Maurizio Sarri. Un ‘vecchio' amico che ha trovato all'Allianz Stadium e che questa volta invece di ‘studiarlo' ha provato a superarlo con il suo ‘piccolo' Bologna.

L'annuncio e la conferma di Mihajlovic in panchina a Torino è arrivata solamente all'ultimo istante. Al di là della volontà ferrea del serbo, della sua proverbiale grinta, non gli è consentito fare sforzi inutili che potrebbero debilitarlo ancora. Le basse temperature, il viaggio, la pioggia, l'ora e mezza a bordo campo tra ovvie tensioni e evoluzioni imprevedibili avevano fatto tentennare fino all'ultimo lo staff medico che alla fine ha concesso il nullaosta.

La salute, la malattia e la voglia di reagire

La salute del tecnico dei rossoblù è nota a tutti: sta lottando contro la leucemia, ha finito il primo e il secondo ciclo di cure e adesso, sotto stretta osservazione medica, sfiderà ancora una volta la malattia e si presenterà al proprio posto per guidare il Bologna. Un atto di coraggio e un atto di fede, da parte di Mihajlovic che non ha alcuna intenzione di smettere di continuare a fare il proprio lavoro, malgrado tutto. "Non ha senso non tornare a svolgere la propria vita e il lavoro ha parte di questo" ha chiosato solamente un paio di giorni fa un altro ‘illustre' malato del calcio italiano, Gianluca Vialli colpito dal cancro ma pronto a tornare nel mondo del pallone, con un accordo federale.

Il combattente e il Comandante

Per Mihajlovic e per Sarri sarà un incontro particolare perché i due allenatori si conoscono da tempo, dal 2015, da quando il Sinisa tecnico della Sampdoria andò a studiare il Maurizio allora allenatore dell'Empoli delle meraviglie. Oggi, Mihajlovic è per tutti il ‘combattente' non solo per la sfida a viso alto alla leucemia ma perchè da sempre è stato un gladiatore fuori e dentro il rettangolo di gioco. Sarri, si è trasformato in ‘Comandante', epiteto acquisito a Napoli e poi confermato alla guida del Chelsea in attesa di replicarlo a Tornino. Un combattente e un comandante, ma non sarà una guerra: sarà una festa, al di là di cosa dirà il tabellino finale.