Il Collegio di garanzia del Coni ha definito "inammissibile" il ricorso della Juventus contro la Figc, l’Inter e il Coni in merito alla vicenda relativa all'assegnazione ai nerazzurri dello scudetto 2006. A distanza di due mesi sono state rese note le motivazioni di un verdetto che pone fine alla battaglia legale iniziata nel 2018. Essendo stati esauriti tutti i gradi della giustizia sportiva, la Juventus si è dovuta dunque arrendere, con la condanna a pagare anche 10mila euro di spese.

Perché è stato bocciato il ricorso della Juventus per lo scudetto 2006 all'Inter

Lo scorso 6 novembre il Collegio di garanzia dello Sport del Coni presieduto da Franco Frattini ha deciso di bocciare il ricorso della Juventus sullo scudetto assegnato all'Inter nel 2006 dall'allora commissario, Guido Rossi. Ennesima sconfitta in sede di "tribunali" per il club bianconero che aveva iniziato la sua battaglia legale nel 2008 con l'intento di ottenere un altro ribaltone sul quel campionato vinto sul campo, ma poi per i fatti di "calciopoli" assegnato d'ufficio all'Inter, terza classificatasi dietro bianconeri e Milan, entrambe penalizzate (la squadra torinese fu retrocessa in Serie B)

Le motivazioni del Collegio di garanzia dello Sport del Coni, esauriti i gradi di giustizia sportiva per la Juve

Perché il Collegio di garanzia dello Sport del Coni ha definito come "inammissibile" il ricorso della Juventus, condannando i bianconeri al pagamento delle spese processuali per un ammontare di 10 mila euro. 13 le pagine di motivazioni della sentenza, in cui come evidenziato da "Il Corriere della Sera" si evidenzia che le rimostranze della Juventus "non avrebbero potuto più essere oggetto di deliberazione alcuna da parte del sistema di giustizia sportiva". In sintesi sono stati esauriti i gradi di giustizia sportiva, e dunque la Juventus può dire addio alle speranze di portare a buon fine la sua battaglia dopo ben 30 tentativi finiti nel vuoto. Alla base del ricorso della Juventus c'era il sostenere che la Corte d'Appello federale fosse composta da membri decaduti dopo l'introduzione del nuovo codice di giustizia sportiva. Invece il Collegio ha accettato la tesi dei legali della Figc, secondo i quali i giudici sarebbero dovuti restare nelle proprie funzioni fino all'insediamento dei sostituti.