"Bonucci ha bisogno di un giocatore come Demiral, più che di uno come de Ligt". Le parole di Fabio Capello fotografano il momento difficile del difensore olandese: pagato a peso d'oro; quando ha fatto parlare di sé è stato per gli interventi maldestri con braccia e mani; finora ha reso molto al di sotto delle attese scivolando poco alla volta dietro le quinte; è stato relegato al ruolo di rincalzo dal collega di reparto, Demiral. Hanno più o meno la stessa età (20 anni l'ex Ajax, 21 l'ex Sassuolo) ma un rapporto qualità prezzo che premia il turco (prelevato dagli emiliani per 18 milioni, ingaggio di 1.8 milioni netti) rispetto all'olandese (pagato 85.5 milioni di euro, percepisce uno stipendio di 8 netti).

I numeri impietosi (anche nel raffronto con Demiral)

L'Eredivisie e i "lancieri" erano una cosa, la Serie A e la Juventus ne sono un'altra. "Per Matthijs ci vorrà tempo per capire il nuovo sistema di gioco, la nuova mentalità e tutte le altre difficoltà – ha aggiunto Capello -. Non sta bene? Dicono che non stia bene…". Le cifre sono il termometro della situazione, nel raffronto il trend di rendimento penalizza ancora una volta il tulipano che a Torino non è sbocciato ancora. La nuova esclusione contro il Cagliari, la terza consecutiva tra campionato e Supercoppa Italiana, traccia i contorni della scelta tecnica di lasciare in panchina un investimento rivelatosi poco proficuo.

  • In Serie A Matthijs de Ligt ha giocato 13 partite, di cui 12 dall'inizio, per un totale di 1094 minuti. Ha segnato 1 gol (derby con il Torino), con lui in campo la media punti è stata di 2.31 a partita.
  • In campionato Merih Demiral ha registrato un terzo delle presenze dell'olandese (4), la maggior parte delle quali accumulate nelle ultime gare di campionato. Con lui in campo la Juventus ha sempre vinto: 3 punti di media a partita conferma il percorso netto.

Sarri: Può diventare uno dei difensori più forti al mondo

Qual è la spiegazione che Sarri dà del "caso de Ligt"? Non parola di bocciatura, anche se tre esclusioni consecutive cominciano a pesare, e chiarisce che alla base delle difficoltà incontrate dall'ex Ajax c'è il fattore ambientale. "In questi mesi si è dovuto adattare a una nuova lingua e a una nuova mentalità difensiva, un po' di appannamento ci può stare – ha ammesso il tecnico nelle interviste a Sky -. Sono convinto che può diventare uno dei difensori più forti al mondo. Demiral sta bene, è in grande salute fisica e mentale, mi sembra giusto sfruttare i giocatori in base al momento".