La Juve di Allegri, Cristiano Ronaldo e Mandzukic è diventata la Juve di Sarri, Dybala e Higuain. Rispetto all'anno scorso, i bianconeri segnano meno ma tirano di più. Gli attaccanti, ha ammesso la Joya, si divertono di più. Non si direbbe che CR7 sia d'accordo. La sua differenza di rendimento è specchio e misura del cambiamento rispetto alla gestione Allegri, e offre a posteriori una rivalutazione della figura di Mandzukic.

Mandzukic, il “miglior amico” di CR7

Tutte le Juve scudettate delle ultime otto stagioni condividono la ricerca del cambio di gioco, una manovra che si sviluppa per passaggi lunghi, con meno verticalizzazioni corte verso la trequarti. Con diverse sfumature il 4-3-3 di Allegri nell'ultima stagione si è sviluppato con tre attaccanti che venivano dentro il campo e i terzini a garantire ampiezza. In questo sistema, Cristiano Ronaldo si muove un po' più sulla fascia sinistra e Mandzukic torna all'antico: dopo le stagioni da ala di sacrificio, torna a occupare il centro dell'area. CR7 rivive con il croato un'alchimia tattica non lontana da quella che si era creata al Real Madrid con il francese Karim Benzema.

Cristiano Ronaldo, miglior giocatore della Serie A 2018-19, si apre verso sinistra in fase di possesso mentre Mandzukic tiene occupati i difensori. CR7 rimane il principale catalizzatore della manovra della Juve che nei primi mesi della stagione ha provato a velocizzare la fase di possesso. In questo modo, Mandzukic limita il suo ruolo in fase di costruzione, in cui la Juve cerca di addensare uomini su un lato per sbilanciare gli avversari, ma viene più facilmente liberato all'uno contro uno in area. Nasce così il gol della vittoria contro l'Inter il 7 dicembre 2018.

Dopo il suo infortunio, la Juve perde un po' di sicurezza in fase di possesso. Nel ritorno degli ottavi di Champions contro l'Atletico Madrid, Allegri presenta un'interessante innovazione che porta a ribaltare lo 0-2 dell'andata. Disegna una linea difensiva a tre, con Emre Can terzo centrale ma pronto ad aggiungersi a centrocampo in fase di possesso. La mossa esalta tutto il gioco della Juve, e Cristiano Ronaldo che firma la tripletta ed elimina i Colchoneros. Tuttavia, nonostante l'effetto positivo, nella restante parte della stagione questa sperimentazione ha poco seguito.

Allegri poggia sulle certezze consolidate ma la presenza di un centravanti come Mandzukic, che ha tirato più di testa che di piede nel corso del campionato, finisce per appesantire la manovra della Juve nella seconda parte del campionato. Allegri arretra Dybala in qualità di centrocampista offensivo a tutto campo. Ma la Joya non si è mai davvero adattato al ruolo di trequartista, e la Juve si è rivelata meno efficace nel contro-pressing alto, più esposta ai ribaltamenti di gioco attraverso lanci lunghi alle spalle del centrocampo e al pressing alto, organizzato, capace di ostacolare l'uscita bassa del pallone.

Il profilo dei tiri di Cristiano Ronaldo nel 2018–19: evidente l’occupazione dell’area
in foto: Il profilo dei tiri di Cristiano Ronaldo nel 2018–19: evidente l’occupazione dell’area

L'evoluzione della Juve con Sarri

In questa stagione, la Juve continua spesso a vincere le partite con la forza dei singoli. Ma dietro c'è una diversa filosofia, come sintetizza Fabio Barcellona su Ultimo Uomo. L’interpretazione dei compiti assegnati è più codificata con Maurizio Sarri e maggiormente libera e legata alle letture individuali con Massimiliano Allegri” scrive. Con Sarri, aumentano i passaggi corti e si riduce la lunghezza media degli appoggi, con l'obiettivo di risalire il campo senza perdere compattezza verticale e sbilanciare le difese avversarie portando tanti uomini nella zona della palla.

I più frequenti tipi di passaggi della Juve per ciascuna stagione negli anni dello scudetto
in foto: I più frequenti tipi di passaggi della Juve per ciascuna stagione negli anni dello scudetto

Sia nel 4-3-3 di inizio stagione che con il 4-3-1-2 attuale, i bianconeri hanno sviluppato un'identità di gioco finalizzata alla manovra per vie interne, con Cristiano Ronaldo più accentrato, anche in posizione verticale rispetto a Higuain, per bucare e non aggirare le difese avversarie. Esemplare il gol del Pipita contro l'Inter.

La coppia CR7-Higuain hanno convissuto per quattro anni al Real Madrid, tra il 2009 e il 2013. Nella prima stagione CR7 svaria spesso sulle fasce ma segna 26 gol, uno in più del Pipita: Pellegrini li schiera anche come coppia d'attacco con un centrocampo a rombo alle spalle. Arriva Mourinho, che riporta entusiasmo e trofei. CR7 realizza 46 gol in 45 partite da ala sinistra, Higuain ne gioca solo 25 ma nella Liga segna comunque un gol ogni 131 minuti. Nel 2011-12, il Real vince il campionato: Ronaldo arriva a 60 gol, Higuain a 26 in poco più della metà dei minuti del portoghese. Nel loro ultimo anno insieme, Higuain finisce sempre più spesso dietro a Benzema nelle gerarchie dello Special One e CR7 avvia una personale evoluzione da uomo d'area.

I tiri di Cristiano Ronaldo in questa stagione: rispetto all’anno scorso, la pericolosità è ridotta
in foto: I tiri di Cristiano Ronaldo in questa stagione: rispetto all’anno scorso, la pericolosità è ridotta

Che succede a CR7 con Sarri?

Cristiano Ronaldo mantiene una media di 5.95 tiri di media a partita, più alta rispetto alla scorsa stagione. Ma la probabilità di segnare è più bassa: gli expected goals per tiro, infatti, è scesa da 0.78 a 0.61, anche se le conclusioni da fuori area restano il 40% del totale.

Cristiano Ronaldo galleggia tra il centro dell'area e la fascia sinistra. L'apertura verso CR7, con relative possibilità di dialogo con Bentancur e Matuidi, ha rappresentato l'opzione alternativa alla verticalizzazione per Dybala nella sfida di Champions League contro l'Atletico Madrid all'Allianz Stadium.

Ma la Juve costringe le difese avversarie a opposizioni reattive, ad arretrare e non ad aggredire, attraverso il sovraccarico nella zona centrale. Così, nella gara interna contro il Bologna, i centrali rossoblù si sono trovati a sfidare Ronaldo e Higuain uno contro uno, con poche possibilità di aiuti e raddoppi: una situazione non certo tranquillizzante per i difensori.

Stringere le linee può comportare anche effetti collaterali non sempre positivi, se anche le difese avversarie riescono a congestionare la zona centrale davanti alla propria area, come successo a Mosca contro il Lokomotiv. CR7 e Higuain, insieme, toccano meno palloni di Bonucci; Alex Sandro e Danilo si trovano spesso smarcati ma non utilizzati sulle corsie e serve un'intuizione personale di Douglas Costa per cambiare la partita.

Proprio il brasiliano, titolare nelle prime partite, rischia di essere il più sacrificato nell'evoluzione del 4-3-1-2 che riporta vicino alla porta Dybala, secondo per passaggi in area nella Juve, e rivaluta l'intelligenza e l'intuito di Ramsey come trequartista. Con il gallese, che pensa un tempo di gioco avanti, la Juve ha una linea di passaggio in più sulla trequarti e può moltiplicare la frequenza dei passaggi per risalire il campo col pallone.

I dati di prestazione in attacco di Cristiano Opta (fonte Opta)
in foto: I dati di prestazione in attacco di Cristiano Opta (fonte Opta)

Davanti, Sarri ha diverse opzioni. “Cristiano privilegia partire dal centrosinistra, ma non è un attaccante esterno, Dybala privilegia partire dal centrodestra, ma non è un attaccante esterno”, ha spiegato il tecnico. Higuain si muove da attaccante ibrido, ma resta centrale per Sarri. “Senza di lui riempiamo poco l’area, visto che per le sue caratteristiche è l’unico attaccante che può costituire un punto di riferimento” ha spiegato.

Ma non è abbastanza trequartista per consentire a Ronaldo di tagliare alle spalle dei difensori, né un centravanti “alla Mandzukic” che porta via l'uomo. E il portoghese, dal dribbling meno determinante per essere ancora un'ala che spacca le partite, si blocca dentro un ruolo di difficile inquadramento. Il calcio più codificato di Sarri si dissolve in un attacco formato da tre giocatori non codificati, nell'integrazione di visioni fluide. Dybala, che gioca più avanti e tira di più, ringrazia. Cristiano Ronaldo, per ora, molto meno.