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Italia, la rabbia di Lippi: “Per una stupida norma federale non sono Direttore Tecnico”

L’ex ct campione del Mondo 2006 ha rivelato i motivi per cui non ha potuto ricoprire il ruolo di Direttore Tecnico in Nazionale: “Una norma lo vieta a chi ha parenti procuratori. Assurdo, avevo già firmato. Poi tutto si è bloccato. Cambiare le norme? Non voglio favori personali”.
A cura di Alessio Pediglieri
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Un cavillo. Per Marcello Lippi assolutamente inaccettabile in un mondo del calcio moderno dove si devono saper discernere le varie situazioni e gestirle nel migliore dei modi. Eppure, l'ex ct mondiale è fuori dai giochi della Nazionale, silurato dalla Figc poco prima di sottoscrivere un contratto da Direttore Tecnico alle spalle di Giampiero Ventura, il dopo Conte. Il problema, una norma federale in cui se c'è un familiare che svolge il ruolo di procuratore, non si possono rivestire ruoli in Federcalcio. E con il figlio Davide, agente di calcio, per papà Marcello è saltato tutto.

Una beffa che ha fatto seguire la rabbia e il fastidio. Anche perché la cosa è stata gestita in modo pessimo da parte della stessa Federcalcio con cui Marcello Lippi aveva intessuto un progetto tecnico ben preciso e avvallato dalle nostre istituzioni calcistiche: diventare  il direttore tecnico della Nazionale, per seguire il ct di turno, verificarne le idee, garantire sull'affidabilità, consigliarlo nelle scelte. Insomma, mettendo a frutto un'esperienza invidiabile di chi nel 2006 riuscì a conquistare il Mondo.

"Era tutto deciso, ma il giorno prima della presentazione di Ventura, il presidente ed il direttore generale, con cui avevo parlato di progetti mi informano che un anno e mezzo fa c'era stata una modifica allo statuto che prende in esame la posizione dei procuratori, categoria a cui appartiene anche mio figlio Davide. E' stato creato un articolo ad hoc per impedire ad un procuratore di esercitare se ha parenti in Federazione. Roba da fuori di testa" Parole durissime che puntano il dito anche sulla gestione da parte della Federcalcio.

Le accuse non si fermano qui. Per l'ex ct, la frittata è stata fatta senza rendersene conto sulle conseguenze di alcune decisioni: "avevo già firmato un precontratto per diventare direttore tecnico. Per due mesi ho lavorato in Federazione, avevo parlato anche con Montella e altri papabili c.t., alla fine abbiamo scelto Ventura. Far cambiare la norma? Non ci penso, me l'hanno proposto ma non voglio che vengano cambiate regole a uso personale"

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