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Italia-Israele 4-0, azzurri in semifinale dell’Europeo Under 21 (VIDEO/FOTO)

Vittoria e qualificazione, ma la gioia è smorzata per l’infortunio a Insigne. La diagnosi: forte distorsione – esclusa la frattura, come testimonieranno i primi esami radiografici – al malleolo peroneale della gamba sinistra.
A cura di Maurizio De Santis
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L'Italia batte Israele (4-0), ipoteca la qualificazione alle semifinali con la porta inviolata ma il sorriso è smorzato dall'infortunio a Lorenzo Insigne, costretto a uscire nel primo tempo per una botta – durissima – rifilatagli da Golasa, poi espulso per aver commesso un secondo fallo (anche questo bruttissimo) ai danni di Saponara (autore del vantaggio). Dolorante e in lacrime, il ‘magnifico' partenopeo ha lasciato il campo in barella, sotto gli occhi del ct Mangia che non riuscirà a esultare nemmeno per l'uno-due micidiale piazzato da Gabbiadini (gol su azione nel primo tempo, punizione perfetta in avvio di ripresa) e la quarta sberla di Florenzi, che impreziosisce il successo e mette la museruola ai padroni di casa. La testa di Davis, costretto a rinunciare già a Marrone finito ko contro l'Inghilterra, è al talento azzurro trasportato in ospedale a Tel Aviv per ulteriori accertamenti: forte distorsione – esclusa la frattura, come testimonieranno i primi esami radiografici – al malleolo peroneale della gamba sinistra, questa la prima diagnosi che arriva alle orecchie del tecnico e gli cala sul viso un velo d'amarezza e apprensione tali che, nel secondo tempo, inviterà la squadra a non forzare il ritmo e a effettuare cambi ‘chirurgici' appena possibile.

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Le scelte tattiche. Si rivelano indovinate, così come l'adozione degli interpreti che il ct va a incastonare nel modulo consolidato. Mangia non cambia e schiera il 4-4-2 standard della sua Italia, ma con qualche ritocco. Il primo – a centrocampo – è d'obbligo: Florenzi (che ripagherà la fiducia anche segnando la rete del 4-0) va nel cuore della mediana per rimpiazzare Marrone. L’esterno destro diventa Saponara (pure lui a bersaglio, ha il merito di sbloccare la gara), mentre in attacco Gabbiadini (doppietta) sostituisce Borini e fa coppia con Immobile (che si sacrifica molto, svaria su tutto il fronte e mette lo zampino nelle azioni da rete). Insigne – intoccabile – con la sua velocità fa saltare i nervi agli avversari, mentre in cabina di regia Verratti è di ‘lotta e di governo'.

Lampi d'azzurro. Schiuma grinta, almeno nelle fasi iniziali, Israele: furore agonistico (anche troppo) che monopolizza i primi minuti del match, quanto basta all'Italia per prendere le misure e contenere l'avvio dei padroni di casa. Determinazione, generosità, tentativo di alzare il ritmo e punzecchiare gli azzurri: piace al pubblico, che si esalta, ma non crea ambasce agli avversari. Qualche brivido, marcature – non ancora registrate – che ballano poi gli azzurri prendono il comando delle operazioni, dettano legge (oltre che ritmo) alla partita e affondano i colpi: Saponara (e pensare che, come Regini, ha rischiato di saltare l'Europeo), Gabbiadini (doppietta), e Florenzi. Quattro gol, semifinale in tasca e una nuvola sulla coscienza per le lacrime di Insigne.

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