Il Verde come simbolo rinascimentale e di speranza sarà ancora legato alla Nazionale italiana nelle prossime uscite ufficiali. La partita con la Grecia, che ha avuto l'onore di consegnare anzitempo il pass europeo agli uomini di Mancini, entrando di diritto tra le gare da ricordare, è stata anche quella di un'Italia inedita dal punto di vista cromatico per aver indossato una casacca che da 65 anni non faceva più capolino in partite ufficiali della nostra selezione.

Romanticismo, sì, ma anche un modo come un altro per cercare di incrementare le vendite attorno alla Nazionale proprio in un momento in cui si sta ricreando quella passione l'amore attorno agli Azzurri anche se e quando sono vestiti di verde. La maglia che richiama da vicino gli anni 60 nelle trame, nei simboli e nel colore è stato un perfetto studio di marketing che ha permesso così di aumentare le vendite presenti e future di una casacca che altrimenti fatica a trovare un mercato a lei consono, al di là dei risultati.

Il fatturato e il cuore della FIGC

Il fatturato della FIGC – che alimenta non solo lo stipendio del commissario tecnico di turno ma anche tutto il settore azzurro dalle selezioni, ai dirigenti, fino agli arbitri – necessita di una linfa continua nelle proprie casse e non può attendere solamente le stagioni in cui si disputano Europei e Mondiali, dove il merchandising si vende da solo. Ed è per questo che il lavoro fatto sulla terza maglia dell'Italia non è stato effettuato per essere un evento estemporaneo, bensì verrà riproposto (in agenda c'è già un replay contro l'Armenia in novembre).

Le parole del presidente federale

Gabriele Gravina ha voluto evidenziare come l'iniziativa della maglia verde sia stata non solo un momento di unione con il passato storico dell'Italia ma anche una iniziativa volta al futuro, che ha riscosso il successo che ci si attendeva sia dentro che fuori dal campo: "Ringrazio tutti per il risalto che è stata data all'iniziativa, è stato centrato l'obiettivo: in 48 ore abbiamo registrato il sold out delle maglie prodotte. Molti hanno parlato di sostituzione, ma quella azzurra resta la prima maglia, con la bianca come seconda."

Perché l'Italia si rivestirà ancora di verde

Dunque, Azzurri, Bianchi o Verdi – per il momento. Anche l'Italia si adegua alle logiche di mercato come da decenni fanno tutti i club cambiando le divise ufficiali stagione dopo stagione, provando ad accaparrarsi fette di mercato nuove, ampliando il proprio fatturato, proponendo pezzi sempre inediti. Anche la Federcalcio ha intrapreso questa via e lo sta facendo con Puma, lo sponsor tecnico che dal 2002 accompagna le uscite ‘azzurre'. Una casa d'abbigliamento sportivo che nutre le casse federali con oltre 18 milioni l'anno ma che ovviamente non bastano più per sostenere una serie di investimenti necessari per presentare selezioni ai livelli più alti.