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Italia, Bierhoff mette le mani avanti: “Non siamo obbligati a vincere!”

L’ex attaccante di Udinese e Milan, oggi apprezzato team manager della nazionale tedesca, parla degli obiettivi della squadra di Loew a pochi giorni dalla sfida del Meazza con gli azzurri.
A cura di Alberto Pucci
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Contrariamente a ciò che faceva in campo, quando volava alto per colpire di testa, Olivier Bierhoff preferisce rimanere con i piedi ben saldi a terra. Accompagnata dagli elogi della critica, dopo una qualificazione mondiale ottenuta dopo una "cavalcata" di nove vittorie ed un pareggio, la nazionale tedesca di Joachim Loew si appresta a sfidare l'Italia di Cesare Prandelli, venerdi prossimo sul terreno del "Meazza" di Milano. Per l'ex attaccante di Udinese e Milan, si tratterà di una bella rimpatriata: un'occasione per incontrare vecchi amici e, soprattutto, vecchi compagni di squadra. Bierhoff, che da anni è ormai un apprezzato dirigente della federcalcio teutonica, respirerà nuovamente il profumo dell'erba di San Siro: suo "habitat" naturale per diversi anni e sua possibile destinazione in un'ipotetica rivoluzione all'interno della società Milan. La Germania di Loew, secondo gli esperti, sarebbe pronta a contendere il titolo mondiale a Spagna e Brasile. Un'eventualità che Bierhoff ha subito rispedito al mittente precisando che: "La Germania, ai prossimi mondiali, non è obbligata a vincere – ha dichiarato al magazine tedesco "Kicker" – E’ normale che per una nazionale come la nostra, l’obiettivo minimo sia arrivare ai quarti di finale. Credo però che se dovessimo arrivare in semifinale, tra le prime quattro, la spedizione non sarebbe fallimentare".

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