Un tempo per aspettare, un tempo per raccogliere. L'Italia va piano, completa 607 passaggi e tira solo quattro volte in porta, ma va lontano. E soprattutto va a Euro 2020. Il 2-0 alla Grecia vale infatti la matematica qualificazione come prima nel girone. L'andamento lento, verrebbe da dire, è una melodia. Una musica che parla di vittoria e di speranze che nascono su prati e con maglie verdi.

Le formazioni: due concezioni del 4-3-3

Definito, nella mente del ct Mancini, il 4-3-3 del presente e del futuro della nazionale. C'è Acerbi in  difesa, Barella mezzala con Verratti, Immobile in avanti con Insigne che taglia dentro a sinistra e Chiesa che parte da destra. Chiara anche la ricerca della verticalizzazione a sinistra dove Spinazzola spinge e crea superiorità e Verratti che, conoscendo dai tempi del Pescara di Zeman i contro-movimenti di Insigne, cerca di anticipare i tempi di gioco e mettere in difficoltà la difesa greca.

Il ct van't Schip, infatti, tiene le linee molto raccolte in fase di non possesso. La sua è una squadra sperimentale, di fatto già eliminata, con molti giovani per iniziare a costruire la squadra che inseguirà l'accesso ai Mondiali 2022. Bakasetas, dato per trequartista nelle formazioni iniziali, gioca in realtà più propriamente da centravanti nel 4-3-3 dell'ex centrocampista del Genoa. Non sorprende la scelta del modulo per un giocatore e un tecnico legatissimo alla tradizione dell'Ajax e alla visione di Johann Cruijff.

Le posizioni medie nel primo tempo. L’Italia (i cerchi più chiari) è bloccata al centro. Spinazzola è più libero ma non incide
in foto: Le posizioni medie nel primo tempo. L’Italia (i cerchi più chiari) è bloccata al centro. Spinazzola è più libero ma non incide

Italia, possesso troppo lento

Si fa male D'Ambrosio, quarto a destra pronto a scalare come terzo al centro in copertura lasciando più alto Spinazzola in quella che si può considerare una difesa "a tre e mezzo". Il cambio con Izzo, che ha interpretato questo ruolo con le stesse indicazioni contro la Finlandia, è solo accennato: D'Ambrosio resta in campo. L'Italia attacca di fatto con un 3-3-4 contro una Grecia modesta che può consentire all'Italia di giocare in costante proiezione offensiva anche con le mezzali.

Il possesso azzurro non è così rapido, così gli spazi si riducono e la difesa compatta della Grecia riesce a chiudere le linee di passaggio. Frequente, e non stupisce, anche la ricerca del cambio di gioco da sinistra, dove più facilmente l'Italia inizia ad attaccare con la catena Spinazzola-Verratti-Insigne ben affiatata, verso Chiesa. Il jolly della Fiorentina, però, raccoglie palla spesso senza compagni con cui dialogare in assenza di un adeguato movimento senza palla. E dopo il primo dribbling, viene subito raddoppiato.

i tocchi nel primo tempo. La Grecia è bassissima, prova a farsi vedere dal lato di Limnios alle spalle di Spinazzola. L’Italia fatica a entrare in area (dati Opta)
in foto: i tocchi nel primo tempo. La Grecia è bassissima, prova a farsi vedere dal lato di Limnios alle spalle di Spinazzola. L’Italia fatica a entrare in area (dati Opta)

Chiesa si fa male, entra Bernardeschi

L'Italia prosegue in un fraseggio abbastanza statico. Mancini chiede a Jorginho di abbassarsi di più quando uno dei difensori porta palla e di velocizzare di più la transizione positiva. E' infatti particolarmente lenta la circolazione di palla degli azzurri, in maglia verde, nella metà campo difensiva: Verratti e Acerbi scambiano 60 volte nei primi 60 minuti. L'Italia in verde aspetta e spera anche se di fronte c'è una squadra che praticamente tiene tutti gli uomini sotto la linea del pallone. Ma riparte quando può velocemente e Koulouris crea la prima occasione della partita, di fatto l'unica del primo tempo: para Donnarumma.

Mancini, a cinque minuti dalla fine, deve togliere Chiesa per un problema al flessore: entra Bernardeschi che va ad occupare la stessa posizione sul lato del piede debole con la possibilità di venire più vicino all'area. Una possibilità in più, che almeno nel primo tempo rimane solo teorica. I primi segnali positivi per l'Italia arrivano con un destro da fuori di Barella o su un'iniziativa di Spinazzola, attivissimo a sinistra, e finalmente capace di saltare l'uomo creando superiorità numerica.

I tiri nel primo tempo
in foto: I tiri nel primo tempo

Verratti e Insigne confezionano il rigore della qualificazione

Nel secondo tempo, l'Italia parte subito con uno spirito diverso. Accompagna l'azione d'attacco con più uomini, Barella avanza sulla trequarti anche in posizione più centrale e dialoga con Immobile, spesso chiamato a scambiare spalle alla porta con i compagni. Ma il piano di prendere la Grecia in velocità in verticale viene applicato per un tempo troppo breve. Diventa quasi un test su come aprire, come stanare una difesa così chiusa: una prova generale per una situazione che potrebbe ripresentarsi anche nella fase finale all'Europeo. La soluzione da fuori di Bernardeschi, per quanto imprecisa, diventa un'opzione non solo marginale.

L'Italia mantiene il controllo del pallone, la presenza territoriale nella trequarti offensiva resta continua. Dopo la conclusione imprecisa di Insigne, due volte i terzini della nazionale cercano Immobile con cross interessanti: di Spinazzola dal fondo il primo, di D'Ambrosio dalla trequarti il secondo. Non arriva il gol, al massimo una parata di Paschalakis.

Una palla persa da Verratti, che se la prende con l'arbitro per non aver fischiato un fallo, scopre l'Italia sulla fuga in contropiede di Limnios che costruisce una clamorosa occasione per la Grecia. Acerbi temporeggia nell'uno contro uno, ma nessuno segue Kouloris che sul secondo palo, da due metri, riesce a tirare sull'esterno della rete.

Il centrocampista del PSG si fa però perdonare poco dopo con il passo a due insieme a Insigne che porta al rigore del vantaggio al minuto 61 (mano di Bouchalakis). Lo specialista Jorginho segna il terzo rigore su tre in nazionale e diventa il miglior marcatore nella gestione Mancini.

Al momento del gol, Jorginho ha ricevuto 21 passaggi da Verratti
in foto: Al momento del gol, Jorginho ha ricevuto 21 passaggi da Verratti

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La Grecia deve aprirsi, Insigne sfiora il raddoppio ma appena l'Italia allenta l'attenzione rischia di subire il pareggio: Bakasetas azzarda l'acrobazia a un quarto d'ora dalla fine, è poco più di un passaggio a Donnarumma. Quando gestiamo il pallone, però è un'altra musica. Perché la Grecia, in svantaggio, deve uscire dai blocchi e la pazienza rappresenta la virtù dell'Italia che orchestra il possesso da dietro e con una trama insistita conduce al gol da fuori di Bernardeschi.

L'ingresso di Belotti, già deciso prima della rete, e di Zaniolo nel finale (per Barella) ridisegnano per gli ultimi minuti la squadra con il 4-2-3-1 con il jolly della Roma come trequartista, posizione in cui Mancini l'ha provato in settimana. Ma c'è solo da aspettare il fischio finale per avviare il rinascimento azzurro.