La partita tra Iran e Cambogia valida per le qualificazioni ai Mondiali del 2022 in Qatar passerà alla storia, non per quanto accaduto sul terreno di gioco (i padroni di casa si sono imposti 14-0), ma per il bellissimo spettacolo andato in scena sugli spalti. Per la prima volta dopo 40 anni, è stato consentito l'accesso alle donne di entrare allo stadio e assistere ad una partita di calcio maschile. Una vera e propria festa per circa 3500 tifose che hanno trascinato a suon di cori, bandiere ed entusiasmo la propria rappresentativa.

Iran-Cambogia nella storia, le donne tornano allo stadio dopo 40 anni

Giornata storica per l'Iran. Le autorità di Teheran dopo aver rimosso il divieto della presenza femminile negli stadi, per il momento solo in occasione dei match della nazionale, hanno consentito a circa 3500 donne di assistere alla sfida tra la nazionale iraniana e la Cambogia, valida per le qualificazioni ai Mondiali del Qatar. Una vera e propria festa sportiva è andata in scena nell'impianto Azadi, lo stesso in cui 12 mesi fa era stata arrestata Sahar Khodayari, la giovane tifosa innamorata del calcio che con la sua storia aveva spinto la Fifa a pressare la Federazione iraniana affinché permettesse alle donne di assistere ai match di calcio maschile.

Iran, 3500 donne allo stadio nel ricordo di Sahar Khodayari

90′ vissuti proprio nel ricordo di Sahar Khodayari, che lo scorso 12 marzo pur di seguire la sua squadra del cuore, l'Estghlal, allenata dal tecnico italiano Andrea Stramaccioni si era travestita da uomo. Dopo essere stata scoperta, la ragazza soprannominata "the blue girl" venne arrestata e portata in nel carcere femminile di Gharchak Varamin, considerato tra i peggiori per le condizioni di vita imposte ai detenuti. La giovane donna, terrorizzata all'idea di venire condannata, aveva preferito togliersi la vita. Un sacrificio che ha smosso le coscienze, con le 3500 tifose presenti allo stadio Azadi che oggi hanno sostenuto l'Iran anche per lei.

Stramaccioni, l'esperienza in Iran e le parole su Sahar

Proprio Andrea Stramaccioni ai microfoni di Sky ha parlato così della storica svolta dell'Iran e della vicenda di Sahar: "Era una nostra tifosa e abbiamo vissuto tutto molto da vicino, è stato un grandissimo dolore per tutti. Senza entrare in tematiche molto delicate e più grandi di me penso che nulla possa giustificare la morte di una ragazza giovane, per un motivo, ovvero seguire la propria squadra del cuore, che di solito è fonte di gioia. L'Iran vive per il calcio, è primo nel ranking asiatico e io non ho mai fatto tanti selfie come quelli che faccio qui. Gli gli allenamenti sono aperti alle donne, sono sempre molto numerose e calorose. La vita privata è molto differente da quella che viene immaginata all'esterno, la città è molto bella e anche la mia famiglia, che in un primo momento era molto titubante, adesso ha deciso di vivere qui con me".